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Campanilismo

Giovani, freschi e colmi di suoni che riescono a soddisfare per bene le nostre richieste assetate anche di buoni ritmi. Gentile pubblico ecco a voi gli Ethienne, quattro ragazzi che cercano di portare, da Treviso, sonorità contemporanee molto british.

Le dodici canzoni saltellano da parti ben ritmate che farebbero impazzire tutti gli indie-kid a momenti di intense riflessioni.

Le componenti essenziali sono le chitarre che, invece di essere ossessivamente ripetitive e pulite, graffiano con la distorsione verso un timbro decisamente rock. Il pianoforte rende perfetto il momento più intimo creato dagli Ethienne.

Adesso è veramante ora di finirla, la musica italiana può competere su tutti i fronti con qualsiasi altra nazione. Bisogna essere fieri di tutti quei cantanti che piantano il nostro tricolore all’estero e valorizzare anche le band minori come gli Ethienne.
Ogni canzone potrebbe essere un singolo, che regala rabbia e profondità. E meno male che quest’album è solo un debutto, visto che potrebbe essere musicalmente scambiato per un settimo album di una band già affermata da tempo.

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Contro

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