Home > Interviste > Ettore Giuradei: Musica provinciale talentuosa

Ettore Giuradei: Musica provinciale talentuosa

Talento musicale bresciano che dirama le sue conoscenze musicali attraverso vari stili musicali, abbattendo i muri di chi tenta di definire la musica. Da un paesino di provincia, Ettore cerca di esportare i suoi pensieri e parole per tutta l’Italia.
In questo periodo di vacanza Mr. Giuradei trova il tempo per rispondere, in due parole, alle nostre domande.

Ciao Ettore, “La Reppublica Del Sole” è il tuo terzo album. Ci sono state delle differenze evolutive durante la produzione dei tre album?
Partirei col dire che i tre dischi sono molto diversi tra loro. Il primo, “Panciastorie”, del 2006, è nato in modo molto istintivo. Il secondo “Era Che Così” del 2008 è stato invece una registrazione più ragionata, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti, grazie al contributo fondamentale di mio fratello Marco. La “Repubblica Del Sole” è il frutto di un lavoro molto lungo (quasi due anni di provini, registrazioni, cambiamneti di parole e arrangiamenti) che ci ha permesso di raggiungere, a nostro avviso, una qualità di produzione molto alta.

Ho letto che in passato hai avuto esperienze teatrali. Questo bagaglio di esperienze ha inciso il tuo far musica? Se sì, in che modo?
Sì, parecchio. L’esperienza teatrale, soprattutto in strada, mi ha dato la possibilità di conoscere e riflettere sull’aspetto comunicativo del fare spettacolo.

Per molti critici del settore, la tua musica è pop. Per altri pop impegnato. Al di là delle restrizioni musicali, tra te e te, come ti piace definire la tua musica?
Odio le restrizioni musicali, soprattutto perché il nostro progetto non si vuol legare a un genere. Se venite a un nostro concerto potete trovare dei richiami punk, blues, metal, folk, jazz, rock… Come definire la nostra musica? A livello di spirito e di energia, sicuramente rock ‘n’ roll.

Ci vuoi parlare nello specifico di questa repubblica del sole?
La repubblica del sole è il tentativo di pensare a un sistema diverso da quello attuale riflettendo sulle distorsioni dell’oggi.

Da dove prendi ispirazione per creare le composizioni delle tue canzoni?
Soprattutto nelle esperienze personali dirette e indirette. Ultimamente mi sta ispirando parecchio la stupidità dell’uomo contemporaneo.

Loudvision è un portale che tratta sia di musica che di cinema. Quale film pensi che potrebbe rappresentare la tua musica?
Credo “Otto E Mezzo”.

Eravamo presenti al tuo live durante il Mi Ami, al Magnolia di Segrate. Come hai vissuto questa esperienza da festival?
Bene, bene. Sicuramente un giorno particolare, perché sono diventato zio e perché abbiamo fatto il primo e unico, spero, concerto senza mio fratello, neo papà.

L’ultimo CD originale che hai comprato?
“Il Sogno Eretico” di Caparezza.

Quando canti, a volte, è impossibile non notare il tuo particolare e inconfondibile accento bresciano. Sei molto legato alla tue origini?
Sì, soprattutto a Provaglio D’Iseo, che è il paese in cui vivo. A Brescia son legato più per l’aspetto artistico/musicale.

Scroll To Top