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  • Eugenio Bennato: Canzoni di Contrabbando – Antologia 2016

    Taranta Power / iCompany

    Data di uscita: 29-01-2016

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È uscito il 29 gennaio “Canzoni di Contrabbando – Antologia 2016”, ultimo lavoro di Eugenio Bennato, prodotto da Taranta Power e promosso e distribuito da iCompany. L’album presenta 13 tracce: un inedito e una raccolta di 12 brani storici, che ripercorrono buona parte dell’itinerario artistico del musicista partenopeo.

Bennato trova un filo conduttore nella cultura musicale del Sud Italia, che è riscoperta delle radici e via di redenzione (espressa nel fenomeno del brigantaggio: “Ninco Nanco”, “Il Sorriso di Michela”, “Juzzella” e “Brigante se more”, qui in una versione inedita con Pietra Montecorvino).

La libera poi dagli aspetti pacchiani, per farle esprimere le sue forme antropologiche autentiche (“Lucia e la Luna”) e sprigionare la sua reale energia (“Taranta Power”). Tale cultura, lontana dai meccanismi del mercato di massa (“Il mondo corre”) e bandita dai media in quanto “Ritmo di Contrabbando”, diviene ora fenomeno di aggregazione: alla Taranta si aprono le porte delle discoteche.

Infine, il movimento si pone come occasione di contatto tra i popoli, ponte al centro del Mediterraneo e di ogni mare che sia teatro e veicolo di emigrazione (“Che il Mediterraneo sia”, “Alfonsina y el mar”, “Sponda Sud”, “Le città di mare”).

Il ritmo coinvolgente e gli echi internazionali (figli dell’influenza di Manu Chao) dell’inedito “Mon père et ma mère” aprono l’album. Canzone di fratellanza universale (che vede protagonista anche la figlia del cantautore) nasce quando il camerunense Enric “Parfait”, al quale la legge vieta di attraversare il mare, porge a Bennato un foglietto con i versi (in francese): “Mio padre e mia madre si son conosciuti in galera, in eredità mi hanno lasciato, mi hanno lasciato nella miseria”.

Era tempo di riassumere un lungo cammino di ricerca e rielaborazione che, dopo aver toccato cifre artistiche eccelse e il culmine, a nostro parere, nell’ottimo “Taranta Power” (1999), correva alla lunga il rischio di diventare ripetitivo. I brani sono stati quasi tutti rimasterizzati, remixati, ma anche ricantati e risuonati (con interpreti del calibro di Enzo Lambiase) in chiave più moderna, a volte forse troppo.

Non è in dubbio la buona qualità musicale dell’album e dei suoi interpreti, ci si chiede però se i fan più affezionati di Bennato, il popolo dei “briganti”, apprezzeranno i cambiamenti. Le “Canzoni di Contrabbando”, passata la frontiera da clandestine, sono ora “legalizzate”: a quale prezzo? Non sarà andata di nuovo smarrita “L’anima persa”?

 

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Contro

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