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Europa Cinema: La Nouvelle Vague tedesca a Viareggio

“Europa Cinema”, la Mostra del cinema europeo, torna a Viareggio dal 15 al 19 aprile nella sua formula rinnovata, sperimentata con successo nella precedente edizione: monografia dedicata ogni anno ad una singola cinematografia europea.
Una mossa che conferma la qualità e l’originalità delle proposte nella selva dei festival europei. Il cinema tedesco è il protagonista assoluto dell’ edizione 2008, che festeggia i 25 anni di attività del festival fondato a Rimini nel 1984 da Felice Laudadio con la collaborazione di Federico Fellini, il quale disegnò il logo e il primo manifesto del Festival, quest’anno firmato da Ettore Scola.
“Già nel 1985, alla sua seconda edizione, la cinematografia tedesca era stata protagonista di Europacinema” – spiega il direttore del festival Felice Laudadio nella conferenza stampa di presentazione – “Allora la rassegna puntava sulla resistenza di un Paese che cercava di smarcarsi dall’invasione di film americani. Oggi il cinema tedesco non gioca più in difesa. Forte di opere straordinarie quali “Good Bye, Lenin!” e “Le vite degli altri”, è partito all’attacco dei mercati internazionali. E ha avuto successo”. Si riconferma così una tradizione che ha visto il cinema tedesco in prima linea nei programmi della manifestazione.

Il cinema teutonico storico e quello contemporaneo si mettono per la prima volta a confronto nell’ambito della stessa manifestazione.
Ampio spazio, infatti, è riservato al “Nuovo Cinema Tedesco”, movimento nato all’indomani del “Manifesto di Oberhausen” del 1962, che contribuì alla rifondazione della cinematografia germanica. La “Neue Deutsche Welle”, ispirata alla Nouvelle Vague francese, ha espresso la voce ribelle di una giovane generazione di registi che, a cavallo tra gli anni ’60 e’70, ha acceso i riflettori su una Germania inedita, in polemica sia con la situazione politica tedesca sia con il cinema commerciale americano. Gli autori più significativi di quella stagione saranno presenti a Viareggio come ospiti del festival: Edgar Reitz, Volker Schlöndorff, Magarethe Von Trotta e Peter Lilienthal terranno tre delle cinque lezioni di cinema in programma nell’ambito della retrospettiva a loro dedicata, che ospiterà 16 film, tra i quali “Scene di caccia in Bassa Baviera” di Peter Fleischmann, “Il tamburo di latta”, capolavoro di Schlondorff, che presenterà anche l’inedito “Ulzhan”, girato tra mille difficoltà in Kazakistan, “La promessa” e “Rosa Luxemburg” di Von Trotta, mentre Edgar Reitz presenterà in anteprima l’ultima parte della sua personale impresa, “Heimat – Fragmente”.
Interessanti saranno poi i due documentari in anteprima mondiale, realizzati per celebrare i cento anni del cinema tedesco, “Reverse Shot – Rebellion of the Filmmakers” di Dominik Wessely e “Eye to Eye – All about German Film” di Michael Althen e Hans Helmut Prinzler. A salire in cattedra sarà poi Ingrid Caven, musa e prima moglie di Fassbinder, che parlerà di uno dei film meno conosciuti del grande regista, “Satansbraten”.
La Caven si esibirà, inoltre, in una performance musicale nella serata di chiusura. In concorso molte opere prime dalle tematiche forti e politicamente scorrette. “Del resto i tedeschi”, spiega Laudaio “fanno le commedie per incassare, e reinvestono quei soldi per realizzare il cinema di qualità”. Be’, la stessa cosa si potrebbe dire anche per il cinema italiano… è un ragionamento che fila liscio come l’olio, e che tuttavia snobba la commedia come genere ontologicamente inferiore.
Unico rammarico: “Non essere riuscito a portare al festival due opere a cui tenevo tantissimo”, confessa il direttore del Festival e della Casa del Cinema, che offrirà una replica del programma viareggino dal 21 al 25 aprile, “Andranno entrambe a Cannes”.
Proviamo a chiedergli lumi, ma giustamente il politically correct prevale: “Il programma della Croisette non è stato ancora ufficializzato. Cortesia istituzionale impone di tacere”.

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