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All’Eutropia Festival Profondo Rosso con soundtrack dal vivo

Giovedì 7 Agosto si è svolto un evento piuttosto particolare nell’ambito dell’Eutropia Festival. Sul grande schermo sito all’interno della Città dell’altra Economia di Roma, è stato proiettato il film “Profondo Rosso di Dario Argento, accompagnato dalla colonna sonora suonata dal vivo dai Claudio Simonetti’s Goblin.

Arrivo sul posto con largo anticipo per prendere i posti migliori e mi impossesso di una sedia tra le prime file, nonostante ne siano rimaste pochissime. Dopo quasi due ore di fremente attesa, con un po’ di ritardo sul programma, salgono sul palco i  Claudio Simonetti’s Goblin. La nuova formazione vede, oltre al fondatore Claudio Simonetti alle tastiere, Bruno Previtali alla chitarra, Federico Amorosi al basso e Titta Tani alla batteria.

Dietro il piccolo palco e la batteria c’è l’enorme schermo, forse il più grande di Roma. Il leader, unico rimasto della formazione originale che compose la colonna sonora di “Profondo Rosso”, introduce il gruppo e ringrazia i numerosissimi presenti, che occupano tutto lo spazio disponibile. Simonetti dedica la serata a Giorgio Gaslini, musicista e compositore recentemente scomparso, che scrisse parte della soundtrack, e poi la sorpresa: sale sul palco il Maestro del brivido, il grande Dario Argento.

Ripresosi da recenti problemi di salute e lutti famigliari, il regista romano sembra quasi intimorito dalle centinaia di ammiratori che si alzano in piedi per applaudirlo e acclamarlo. Le luci si spengono e iniziano le prime note del celeberrimo brano “Profondo Rosso, ma è una falsa partenza: Simonetti infatti chiede di far ripartire la proiezione, perché il gruppo non era pronto. La seconda volta è quella buona, la ‘title track’ suonata da Simonetti e dai suoi colleghi accompagna i titoli di testa del quinto film del regista.

La proiezione avanza saltuariamente a scatti, e l’audio non è sempre sincronizzato con le immagini. Piccoli problemi, peraltro trascurabili, ai quali il pubblico non sembra dare troppo peso, entusiasti dell’ottimo film e dall’accattivante rock progressivo della band. Tutte le musiche sono suonate dal vivo, a parte la filastrocca e la sessione jazz eseguita al principio dal protagonista, David Hemmings.

Mi stupiscono non solo la perfezione delle esecuzioni, ma la perfetta sincronizzazione con le immagini che scorrono. L’apice  si raggiunge con la scena dove il protagonista scopre la stanza murata. Ogni martellata è perfettamente sincronizzata con i colpi della batteria di Titta Tani. La musica non copre le voci e i suoni, ma è complementare e quando serve, sfuma. In molti film di Dario Argento la musica è una coprotagonista essenziale, ma più di tutti “Profondo Rosso è l’ideale per questo spettacolo fuori dal comune.

Il film finisce, e con i titoli di coda accompagnati dal tetro tema portante del lungometraggio, termina anche il concerto. Un’esperienza unica, che spero si ripeta presto con altri film del Maestro e con i Claudio Simonetti’s Goblin.

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