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Evan: track by track e ascolto del disco [ESCLUSIVA on LOUDVISION]

Uscito il 7 giugno 2016, “Evan” Evan è la creatura musicale del compositore, produttore e dj partenopeo Gaetano Savio. Il disco è stato anticipato da due singoli: “Don’t Qui”t e “Plastic Dreams”. In esclusiva su LoudVision vi proponiamo un track by track del disco, insieme all’ascolto streaming.

cover_promoTrack by track by Evan:

Into My World: brano di apertura dell’album, è completamente acustico; la parte cantata, con andamento chiaramente Soul-Funk, lascia spazio alla parte di assoli con un sound di ispirazione hiphop con un crescendo che riconduce poi alla parte cantata.

On the Sunny Side of the Street: Jazz standard degli anni ’30, interpretato abitualmente da Louis Armstrong, rivisto completamente nell’arrangiamento, sia armonicamente che ritmicamente, e nei suoni. Ne viene fuori un Funk strumentale con tempo dispari. Magnifico il solo di basso elettrico di Ron Grieco, autore anche del riarrangiamento.

Fall in Love Part 1+2: la prima parte è una traccia vocale che si ispira chiaramente alla tradizione pop americana degli anni’60 di Bacharach o allo stile compositivo di Henry Mancini; la seconda, con un salto di qualche decennio, ci porta in territorio hiphop. Il solo di piano della prima parte lascia spazio allo scratch di Paolo colacicco aka DJ Fresella nella seconda.

Impressions: è il primo pezzo registrato da Evan; traccia strumentale Jazz-Funk allo stato puro, i loop ritmici ne aumentano la forza d’impatto. Contiene il solo di tromba del M° Marco Sannini.

Swollen: brano originariamente dei Bent uscito nel 2000. Rivisto in chiave più intima come ballad, si mantiene in equilibrio tra il calore del pianoforte e del contrabbasso e la freddezza della drum machine TR-808.

Plastic Dreams: anche questo un rifacimento. Classico Techno del 1993 di Jaydee, viene rivisto e incastonato in una struttura blues in minore di 12 misure con accenni Dubstep.

Don’t Quit: altra traccia vocale che deve molto al pop americano degli anni ’60 (Carol King) che flirtava spesso e volentieri con Jazz e Soul. È l’ultimo pezzo registrato per l’album.

Rise: Brano strumentale che contiene un omaggio alla poetessa Maya Angelou; incursione nel sound degli anni ’80 molto caratteristico e oggi anche nostalgico.

Lizard: altro brano strumentale; un inseguimento musicale tra fiati in salsa House, anche questo pezzo cerca un equilibrio tra la potenza della drum machine e l’espressività degli strumenti a fiato.

Thrill Me: prendete un beat House, la soundtrack di una spy story, la splendida voce di Nicoletta Battelli e mescolate bene. Il risultato è una traccia dalle tinte Blues che mette insieme, come molte altre tracce del disco, passato e presente.

Say Goodbye: partendo dalla citazione di uno standard Jazz, si rievoca il suono di Bristol dei primi anni ’90. Splendido l’assolo di Sax di Pietro Santangelo.

 

 

 

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