Home > Recensioni > Ever Glade: Things To Save
  • Ever Glade: Things To Save

    Ever Glade

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

I paludosi

Nati a Rovigo nel 2003 dopo una passata esperienza, gli Everglade constano di quattro uomini dediti ai Pearl Jam e agli Alice In Chains, di cui un tempo facevano pure cover ad ogni esibizione.
Ora danno una svolta alla carriera con un album tutto proprio, dove riecheggiano senz’altro le influenze recondite, ma evitando che esse si prendano troppo spazio.
Le nove canzoni sono fitte reti di arpeggi chitarristici, a volte un po’ ipnotici, sopra i quali la voce profonda e sofisticata (rigorosamente maschile) parla di storie umane, debolezze, disperazione e ricordi.

Un punto a favore della musica made in Italy.

“A Bitter Taste” è a nostro parere il brano del disco meglio riuscito, grazie al suo tono cupo in cui trafilano barlumi di luce, in azzeccatissimo stile Eddie Vedder: paranoico, disturbato, incazzoso e, tuttavia, ancora con qualche speranza in mano. Chitarra adirata che rompe il silenzio, batteria da cavalleria e basso cupo.
Bella.

Pro

Contro

Scroll To Top