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Evergrey: Outer Circle

Disco dopo disco, gli svedesi Evergrey stanno venendo fuori come una delle migliori realtà europee. Gli alfieri del metal dark e progressivo sono saliti alla ribalta nel 2001, con il loro “In Search Of Truth”, hanno rafforzato la propria posizione con il precedente “Recreation Day”, dell’anno passato, e tornano oggi con un nuovo disco (curiosamente, viste le premesse, intitolato “Inner Circle”), che forse non aggiungerà molto al discorso artistico pronunciato dalla band finora, ma sembra avere le carte in regola per fare felici i fan fino a questo momento raggiunti, riuscendo magari a conquistarne di nuovi, magari anche Oltreoceano.
Di questo e altro abbiamo parlato con il bassista della band, Michael Hakansson

La band sta passando un bel momento di salute, vero?
Sì! Tutto sta andando per il meglio! Abbiamo appena messo insieme un tour fantastico per il Nord America, insieme agli Iced Earth; la critica poi si è finora espressa in maniera lusinghiera nei nostri confronti Insomma, sì, tutto alla grande!

Per questo tornate con un nuovo album dopo appena un anno dal precedente?
Sicuramente non c’era bisogno né motivo di aspettare per fare un nuovo album.
Alla fine del tour americano della scorsa estate, non avevamo nulla di programmato, offerte di concerti, festival o cose simili, così abbiamo pensato che potesse essere una buona occasione per iniziare a lavorare su musica nuova. Siamo riusciti a essere così veloci anche perché ora abbiamo uno studio tutto nostro, il che rende tutto più semplice e per l’appunto più rapido.

Su “Inner Circle” c’è un nuovo batterista, come mai questo nuovo cambio di line-up?
Dopo le registrazioni per “Recreation Day”, Patrick (Carlsson N.d.R.) sfortunatamente ha deciso di abbandonare la band. È stato un duro colpo, già abbiamo avuto tanti cambi di line-up in passato e stavolta proprio non ce lo aspettavamo. Davvero non avevamo idea del fatto che lui stesse pensando a una cosa del genere. La ragione di tutto è che ha voluto dedicarsi alla famiglia, lui è sposato e ha un figlio. Non c’era quindi da discutere, era una decisione che aveva preso e abbiamo dovuto adeguarci. Fortunatamente abbiamo trovato un ottimo sostituto in Jonas (Ekdahl N.d.R.) – lo conoscevamo già e lui conosceva noi, sapevamo che era un buon batterista.

Penso che il cambio di batterista abbia coinvolto te, bassista, in maniera forse anche maggior rispetto agli altri ragazzi, vero?
Sì, è così. È sempre difficile cambiare quando hai già confidenza con un musicista, un batterista, e devi ricominciare tutto daccapo. Comunque con Jonas abbiamo provato un sacco in sala prove tutti insieme e alla fine non si è rivelato un problema così insormontabile.

Cambiamo argomento: ho l’impressione che “Inner Circle” abbia il sound che avrebbe dovuto avere “Recreation Day” se non ci fossero stati alcuni problemi durante la sua realizzazione, sbaglio?
No, è vero, questo è il modo in cui volevamo che “Recreation Day” suonasse. Se “Recreation Day” avesse avuto questa produzione, che abbiamo curato noi stessi, sarebbe stato esattamente quello che volevamo ottenere.

“Solitude Dominance Tragedy” aveva un tema comune sotteso a tutte le canzoni, lo stesso è stato per “Recreation Day” mentre “In Search of Truth” era un concept album propriamente detto. “Inner Circle” invece come si pone a livello lirico?
È un concept album anch’esso, parla del coinvolgimento che genera una vocazione religiosa. Abbiamo cercato di vedere il fenomeno sotto tutti i punti di vista provando ad addentrarci sempre più nel profondo. Volevamo parlare di come tu posa rapportarti a una chiamata di tale genere e come possano viverla gli altri, come vai perdendo sempre più il controllo di te stesso e come infine riesci a mettere in ordine tutta la faccenda. Non riguarda questa o quella specifica religione o Chiesa, è un discorso molto più generale.
[PAGEBREAK] Da dove deriva il titolo “Inner Circle”?
Ha a che fare con i diversi livelli di vocazione che si vogliono raggiungere. Di solito i più elevati vengono indicati col termine “Inner Circle”.

Fin già da “Recreation Day” si nota una certa tendenza della vostra musica a farsi più “facile”, più semplice da ascoltare e più melodica. È stato un qualcosa di pianificato, magari per raggiungere una fetta di pubblico più ampia?
No, è qualcosa che è venuto naturalmente. Vedi, tutta la musica sull’album è stata davvero scritta per sottolineare le atmosfere, i temi e i concetti affrontati nei testi: noi scriviamo la musica in modo da funzionare bene con il testo. È stata un progressione naturale, finora. Comunque non si può mai sapere, magari il prossimo disco sarà più heavy di “Recreation Day” o più complesso o chissà cos’altro… non si può mai dire.

L’Inside Out ristamperà i vostri primi due dischi, “The Dark Discovery” e “Solitude Dominance Tragedy”: dobbiamo dunque aspettarci edizioni speciali piene di bonus track, out-take, materiale addizionale di vario genere?
Be’, ristamperanno i dischi con un nuovo package, diverse foto in più e un po’ di materiale extra compreso, questo si. Principalmente, però, sono release per il pubblico nordamericano, per far conoscere anche lì i nostri primi due lavori.

Parlando di US, qual è la tua opinione sul mercato metal di quelle parti?
Sta effettivamente incominciando a stare meglio, dopo che un bel po’ di anni nei quali se l’è passata maluccio… C’è un grande interesse e sta effettivamente iniziando a andare meglio. Ci sono un paio di festival che stanno facendo un gran bel lavoro, stanno crescendo bene e contribuiscono ad accrescere, anche in qualità, la scena!

…E proprio negli Stati Uniti sarete presto in tour insieme agli Iced Earth, ma quand’è il turno dell’Europa?
Certamente faremo un tour anche in Europa, dopo l’estate inizieremo un grosso tour europeo! Non abbiamo ancora fissato le date e tutti i dettagli, ma il tour ci sarà, puoi stare sicuro!

Passerete anche in Italia?
Ci piacerebbe davvero tornare dalle vostre parti, dopo il tour del 2000 con i Crimson Glory e del 2001 con i Therion! Vedremo un po’ come andranno le cose.
A dire la verità abbiamo tentato per due volte di partecipare al Gods Of Metal, ma non abbiamo avuto fortuna, almeno finora…

Ok, ultima fermata di quest’intervista: piani per il futuro?
Focalizzeremo tutte le nostre energie sui live show, cercheremo di suonare live quanto più ci sarà possibile, quest’anno.
Registreremo anche un live album, verso la fine di quest’anno, che vedrà poi la luce all’inizio del 2005, al che sarà quasi sicuramente tempo di cominciare a pensare a un nuovo disco. Ma per ora, comunque, l’attenzione è tutta sull’aspetto live!…

…il che potrebbe anche suonare come un invito a non perdere l’occasione di vedere on stage questa band. Da loro l’invito, da noi il consiglio di accettare.

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