Home > Recensioni > Evil Masquerade: Theatrical Madness

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Messa in scena curata, ma il copione sa di vecchio

Opera seconda dopo l’apprezzato “Welcome To The Show”, “Theatrical Madness” mette in chiaro le proprie intenzioni sin dal titolo. Metal teatrale, di questo si tratta: nella struttura di molte composizioni, nell’interpretazione di Henrick Brockmann e persino nei soggetti e nei testi. Buone le intenzioni, non sempre adeguato il risultato, sospeso a metà tra ambizione e bassa manovalanza metallica. Non si può negare l’efficacia di pezzi come “When Satan Calls”, “Theatrical Madness” o “Demolition Army”, ma questi restano nei limiti degli stereotipi del genere. Non un guizzo, non una novità. E se “Witches Chant” quanto meno può fregiarsi di avere come testo la prima scena del quarto atto del Macbeth di William Shakespeare, “Bozo The Clown” resta un divertissement senza alcuno spessore. “Now Our Stars Are Fading” conquista con il suo incedere evocativo ma pare una versione rallentata di “You Always Walk Alone” di helloweeniana memoria. L’insieme del lavoro è comunque legato da brani con la giusta dose di potenza ed energia, come “A Great Day To Die”, “The Dark Play” o “Other Way To Babylon”, dove il cantante si adegua perfettamente a un riffing massiccio e a ritmiche squadrate. Se non altro nulla si può dire del sound, curato da un maestro come Tommy Hansen.

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