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Evoluzioni e rivoluzioni

Nuovi nervosismi, nuove tensioni stanno scuotendo le fondamenta dell’hardcore a stelle e strisce contemporaneo. Un genere tanto spesso accusato di refrattarietà al cambiamento ed all’innovazione, sta conoscendo in questi ultimi anni radicali mutazioni che ne stanno mettendo in dubbio l’identità. Vengono presto in mente le oblique perversioni lo-fi degli Homostupids e l’oltranzismo noise-HC dei Drunkdriver, per non parlare della crescita di gruppi come Cult Ritual, Dry Rot, Slavescene, SQRM e Slices, che stanno imponendo le proprie rumorose visioni all’attenzione di un pubblico sempre più ampio. Oggi ci soffermeremo su un altro gruppo che può inserirsi a buon diritto in questa scena, i Condominium, la cui ascesa può essere vista come esempio di quegli sconvolgimenti stilistici e sonori che stanno trasformando una parte dell’ambiente hardcore.

La rivoluzione sonora e contenutistica dei Condominium si dipana lungo meno di tre anni di attività. Il gruppo si forma a St.Paul nel 2007 dalle ceneri degli enormi Formaldehyde Junkies. In breve tempo l’attenzione del pubblico viene catturata ed il quartetto inizia a dividere il palco con astri nascenti come Homostupids, Sinks ed Agenda. Ad inizio 2008 esce il primo singolo autoprodotto, “Hello Tomorrow”. Il disco contiene quattro brani di Punk-HC rapido ed incisivo, scritti e suonati a perfezione; ciò che rimane impresso nell’orecchio è però il cantato, singolarmente rallentato rispetto alla rapidità degli strumenti, con un effetto drogato e deviante. Nel tardo 2008 esce il secondo singolo, “Pupils”. Ancora rapidità ed aggressività, fatta eccezione per la title track, la cui violenza si dispiega lentamente lungo quasi quattro minuti. Una vena oscura e sotterranea fa presentire un’evoluzione sonora che non tarderà ad arrivare.

Il cambio di rotta giunge infatti alla terza uscita, “Barricade”, la prima per un’etichetta. Due sole tracce per più di otto minuti: la title track e la strumentale “Big Plans”. La concretezza HC contamina e viene contaminata lungo un percorso musicale che pur non dimenticando le proprie origini vira in nuove direzioni. Si approda su sponde noise d’inizio anni ’90, segno che il DNA del gruppo è definitivamente mutato. In questa chiave è più facile capire “Gag”, ultimo singolo del gruppo, uscito circa un mese fa per la Deer Healer Records. Il disco si apre con la lenta e tesissima title track, che lungo l’arco di sette minuti estremizza i contenuti delle precedenti uscite, ubriacando l’ascoltatore con profluvi di distorsioni e dissonanze. La seconda traccia “Redemption Song” teorizza e mette in pratica l’impossibilità di un ritorno alle tradizionali forme HC, le cui fondamenta sono state ormai rese instabili da un’erosione graduale ed incessante. “Entire Human Body”, la traccia conclusiva, è quasi più un esperimento di chimica musicale e interazione di sostanze sonore, che un brano effettivo.

Il viaggio sonoro dei Condominium non è altro che la riprova di come il progressismo nella musica sia, in grande parte dei casi, già insito nelle sue forme. Il cambiamento è perennemente in embrione, l’importante sta nel coglierne gli elementi ed assecondarli. Non è questione di genialità, si tratta piuttosto di scavare e sapere andare a fondo, sempre più giù, fino alla struttura, al nocciolo, al “‘Core”.

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