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  • Ex Models: Zoo Psychology

    Ex Models

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Ciao Mainstream

Arrivano dalla grande mela gli Ex Models e a dirla tutta sono belli acidi, più che psicologia nel disco viene trattata la psicopatia sonora. Un punk-noise, il loro, ben impastato e casinaro, un ottimo concerto di timbri acuti e voci stridule al limite della pazzia. Per molti versi ricordano gli Shellac di Steve Albini, azzeccando in più l’innesto di elementi new wave (principalmente i Devo). Sembra però proprio difficile riuscire a discernere una trama sensata dai loro brani geometricamente imperfetti e per questo li si può anche comparare all’avantgarde rock dei loro concittadini God Is My Co-Pilot. A tratti primitivi e demenziali gli Ex Models riescono a comprimere una quindicina di brani in venti minuti scarsi, passando dai deliri in formato hardcore di “Rip This Joint” (Stones) dove la stratificazione rumoristica si fa maestosa a brani molto più lineari e concreti quali l’opener “Fuck To The Music” o “Zoo Love” (con il riff di “Jerry Was A Race Car Driver” dei Primus) o all’unico accordo di chitarra mandato in loop per un minuto che preannuncia la sghemba “Pink Noise”. Ascoltare il disco per credere: gli Ex Models sono riusciti a comporre un lavoro poco impegnativo all’ascolto ma allo stesso tempo indimenticabile per certi versi, le dissonanze sono buone e il loro concetto di rumore è dannatamente arrogante ma alla fine risultano divertenti, lerci e malati.

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