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Exalt Cycle: Taking down a peg or two

Per riuscire a fare una cosa bisogna essere determinati, e crederci fino in fondo. È questo il motto dei milanesi Exalt Cycle, che stanno emergendo dalla scena underground metalcore italiana, ottenendo consensi sempre più vasti, grazie al sound granitico e alla maturità artistica innegabile dei loro lavori autoprodotti. Un album (“Across The Ashes And The Roots”, 2007) e un EP (“Evasion Therapy”, 2009) all’attivo, nel febbraio di quest’anno la band è volata negli USA per registrare alcuni brani di un nuovo EP, e per l’occasione abbiamo incontrato il vocalist Zack, che ci parla della sua personale filosofia del fare musica.

Ci racconti brevemente la genesi della band?
Gli Exalt Cycle nascono nel 2006 dall’incontro tra me e Wolve (chitarrista). Ho sempre creduto che le persone convinte e determinate riescano ad ottenere ciò che desiderano, e io lo sono stato da quando ho preso per la prima volta in mano un microfono.
Faccio musica da più di 10 anni e ho suonato con molte persone; con il passare del tempo, però, c’è una selezione naturale che ti porta ad alzare il livello e il gioco si complica perche i veri musicisti scarseggiano più si alza il livello ma al momento posso essere fiero dei leoni che ho al mio fianco.
Dal 2006 ad ora abbiamo suonato molto, ci sono stati un paio di cambi di line-up, abbiamo registrato un album e due EP, uno dei quali poche settimane fa in USA.
Diciamo che delle piccole soddisfazioni in queste Paese ce le siamo prese, purtroppo per una ragione o per un’altra l’Italia non offre molto se fai metal o rock, per questa ragione abbiamo cominciato a guardare oltre il confine di Stato.

So che di recente avete registrato dei brani in USA: com’è andata? Come giudichi l’esperienza? E quali sono le differenze fondamentali nei metodi di lavoro in studio di registrazione, rispetto all’Italia?
Siamo stati a Cleveland per 20 giorni, senza sapere cosa ci attendesse all’arrivo, ma tutti i nostri dubbi sono stati scacciati via dopo pochi giorni. Volevamo un sound americano e l’abbiamo ottenuto, abbiamo lavorato con un grande produttore, Cole Martinez (e il suo assistente Brent Hamker) presso i Conquistador Studio. Il lavoro è stato duro sia prima dell’arrivo negli States (siamo stati chiusi mesi e mesi in sala prove per la pre-produzione), sia durante i 20 giorni.
È stato rivoluzionato il 90% del prodotto che avevamo preparato, questo perché abbiamo concentrato tutte le energie per raggiungere un obiettivo.
La differenza essenziale è il modo di approcciarsi alla musica da parte di queste persone, che sono estremamente musicali, piene di idee, fiere e felici di fare musica e di fare questo lavoro, cosa che in Italia non ho ancora riscontrato; per loro ogni singola nota che viene suonata deve essere la migliore mai creata prima.
È stata una scelta meditata e valutata attentamente e siamo tornati a casa con un sound eccellente.

Com’è nato il vostro nuovo video “Infected Mind”?
“Infected Mind” è contenuto in “Evasion Therapy”: a un anno dall’uscita dello stesso (2009) abbiamo voluto fare un regalo ai nostri fan il giorno di Natale, per chiudere un capitolo dell’era Exalt Cycle ed aprirne un’altro.
Abbiamo preso una posizione molto chiara per tutto “Evasion Therapy” ed “Infected Mind” era ciò che meglio rappresentava in quel momento la transizione esatta tra il passato ed il presente.
Abbiamo rappresentato ciò che accade normalmente nel mondo della musica e non solo: tutti mettono etichette, e si deve rientrare per forza in uno schema predefinito; per noi non è cosi e non lo sarà mai.
La musica non è una moda, ma un modo di vivere, trasmette vibrazioni, può far piangere, ridere, scatenare rabbia o qualsiasi altro sentimento. I veri artisti continuano e continueranno sempre ad esserlo, fuori dal tempo e dallo spazio.

Avete già prodotto un album, (“Across the Ashes…”) e un EP (“Evasion Therapy”) e avete appena registrato del materiale per il nuovo CD. In cosa si differenzierà rispetto ai lavori precedenti?
Prima di tutto il cambiamento personale di ogni componente della band. È essenziale per me che ogni essere umano sia in continuo cambiamento (per relazionarsi con me) o, almeno, dovrebbe essere cosi, anche se purtroppo vedo molti regredire.
Nel momento in cui una persona cambia, si modifica anche il modo di vivere e in un musicista cambia anche il modo di suonare.
Non ci siamo dati limiti nello scrivere le canzoni nel nuovo disco, chiaramente rimane un timbro ben definito chiamato Exalt Cycle. Abbiamo provato, valutato, suonato tanto e tante cose che in alcuni casi non ci appartenevano e che abbiamo scartato.
Come scrisse un grande scrittore italiano, per noi questo è Un altro giro di giostra (Terzani).

Come definireste il vostro sound?
EXALT CYCLE.

Qual è la tua opinione sulla scena rock/metal italiana?
Questa è una delle domande piu richieste ai musicisti credo! Una volta risposi che ero preoccupato, che bisognerebbe unirsi alla causa visto che siamo tutti nella stessa barca. Ora, dopo molti anni e dopo aver scoperto la vera mentalità delle band italiane, non sono più interessato alla scienza musicale italiana, e posso dire di non essere fiero di essere ITALIANO perché nessuno è preoccupato della musica, ma tutti sono preoccupati di suonare, e per me questo non ha significato. Continuerò comunque a lottare e a schierarmi a favore della musica, qualunque essa sia, purché fatta con il cuore.
Ci sono migliaia di ottime realtà, ma ogni band si fa guerra per prendersi una fetta di questa torta che, purtroppo, oltre ad essere piccola, non è nemmeno molto buona.

Cosa avresti fatto se non fossi diventato musicista?
Per questa vita, credo mi abbiamo dato solo questa possibilità.

So che sei un artista a tutto tondo dato che, oltre ad essere musicista, sei anche promoter, tour manager e fotografo: c’è qualche firma che ti piace in modo particolare o a cui t’ispiri, nel mondo della fotografia?

Henri Cartier-Bresson, il passato possiede una maestria che non è replicabile.

Qual è il tuo mito musicale di sempre?
Mio padre! Non è stato un musicista vero e proprio ma senza di lui non sarei qui a scrivere della mia musica e delle musica degli Exalt Cycle.

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