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Exilia: Sempre più presenti

Forti di un successo inaspettato che dal 2002 li ha portati in cima alle preferenze del pubblico tedesco, gli Exilia rappresentano una rara realtà italiana di nu-metal/crossover, neppure troppo sulla scia dei Guano Apes ai quali sono spesso accostati. Li abbiamo raggiunti agli studi della BMG per ripercorrere i momenti della loro carriera, per sapere un po’ del loro tour con i Rammstein, privilegio non da poco per una band italiana, e per conoscere qualche anticipazione sul seguito del fortunato “Unleashed”. A rispondere a tutto questo sono Masha e Andrea, rispettivamente vocalist e batterista.

Essendo questa la prima intervista per Loudvision, comincio chiedendovi: il vostro genere, nelle sue sfumature di nu metal e Hard Rock è stato un po’ parte dell’inizio di questo rinnovamento che il crossover ha subito proprio negli anni in cui avete inziato. Vi ricordate quali obiettivi e motivazioni vi avevano spinto a formare un gruppo? E come vi rapportate ora al livello di professionalità e successo a cui siete giunti?
Masha: Penso che ognuno di noi abbia cominciato per passione. Io già a undici anni iniziavo a suonare la chitarra, Andrea e gli altri della band hanno iniziato in luoghi diversi a suonare per lo stesso motivo; c’era come comune denominatore la voglia di tirare fuori rabbia e i propri sentimenti. Noi ci siamo incontrati dopo che ognuno aveva già fatto il proprio percorso: io avevo già cantato in diverse band, il nostro chitarrista è stato adescato in un negozio di strumenti musicali lasciandogli un demo da ascoltare… Insomma ognuno aveva già le proprie motivazioni per dedicarsi alla musica, era quello che volevamo da sempre. Per arrivare ad “Unleashed” sono passate diverse formazioni, alcuni dischi che hanno preparato il cammino; quello che hai oggi fra le mani è un album che rappresenta appieno lo spirito e la determinazione professionale del gruppo, il suo stato di salute e di completezza attuale. È stato un percorso attraverso le persone.

Siete un gruppo coeso anche al di fuori del palco e dello studio?
Andrea: Sì, assolutamente. In realtà non credo ci sia un vero e proprio momento al di fuori della band. Realizziamo più di 150 concerti all’anno, continuiamo a scrivere materiale nuovo, continuiamo a cercare di migliorare il nostro repertorio. Praticamente viviamo insieme!
A livello di comunicazione, nei testi, il gruppo sviscera in modo diretto riflessioni, stati d’animo in tensione, a volte tormentati, a volte anche ossessivi ed incalzanti. Tutto questo rappresenta memorie di ciò che eravate oppure sono sensazioni presenti, che ancora fanno male?
Masha: sono sensazioni ancora presenti e vive; i pezzi in cui senti refrain ripetuti all’ossessione li suoniamo praticamente in continuazione, e la sensazione che abbiamo durante la performance è esattamente la stessa che li ha originati. Devi pensare che suoniamo per un anno le stesse canzoni, ormai le mani sugli strumenti vanno da sole. Tutto ciò che rimane sono proprio le sensazioni che svisceriamo. A volte la risposta del pubblico che mostra la stessa rabbia, dimostra di conoscere i nostri testi, amplifica queste sensazioni.

L’album “Unleashed” compirà a breve un anno. Visto il successo riscosso, volendo fare un bilancio: che cosa vi ha regalato e che cosa vi ha tolto?
Andrea: la prima pubblicazione dell’album risale a fine Maggio del 2004. In Germania circa 6-7 settimane fa è uscito anche un secondo singolo, che come il primo è andato nelle chart. Quest’album è ancora vivo per quel che ci riguarda, l’abbiamo appena portato in tour in Europa con i Rammstein e da pochi giorni è stato pubblicato in Russia dalla BMG, e verrà pubblicato in un futuro prossimo anche in Portogallo. È qualcosa che sta ancora vivendo, perciò fare un bilancio ora sarebbe parzializzante. Allo stesso tempo ci stiamo già dedicando al seguito di questo album. Per ora mi sento solo di dire che di cose ce ne ha portate, tolto nulla. A meno che non si voglia parlare della vita privata; quella ce l’ha effettivamente tolta. Ti manca un po’ il contatto con la famiglia e gli amici perché sei ventiquattro ore su ventiquattro dedicato al tuo progetto. Per il resto si parla solo di soddisfazioni: tanti concerti, i video sono stati in rotazione, abbiamo avuto il piacere di conoscere i nostri fan, tanti addetti ai lavori, ci ha regalato un nuovo stile di vita con sensazioni che non conoscevamo. Siamo quindi anche più convinti di quello che facciamo, grazie anche all’enorme supporto che abbiamo constatato di avere.

Il disco è stato registrato in Germania e Svezia se non erro. È questo, l’ennesimo caso di un’Italia che oltre a non avere una forte cultura del rock non ha nemmeno le strutture per produrre un album equilibrato ma aggressivo come quello vostro?
Andrea: l’album è stato registrato solo in Germania. Per il discorso delle strutture, concedimi un esempio. È come se sia noi che loro guidassimo gli stessi mezzi. È chi le guida che fa la differenza. In Italia non mancano le strutture, abbiamo degli studi bellissimi; noi siamo andati in Germania perché c’è già una preparazione per il nostro genere e quindi chi vi lavora è gente più allenata ad aver a che fare con un sound come il nostro. In Italia il mercato richiede un altro tipo di prodotto, e queste stesse strutture sono adoperate da personale e ingegneri che hanno a che fare con questi generi. Le produzioni pop e dance italiane hanno una qualità indiscutibile, superiore di certo a quella che fanno in Germania. Per questi generi musicali, assolutamente, ho sentito cose molto più pregevoli in Italia che in Germania. Per quanto riguarda il rock, personalmente penso che noi non avremmo mai ottenuto un prodotto come “Unleashed” qui, ma solamente perché è difficile incontrare la persona giusta, mentre lì c’è gente più abituata a lavorare e respirare ogni giorno la musica come quella che suoniamo.
[PAGEBREAK] Nell’Agosto 2002 proprio in Germania avete vinto un premio come Best Mtv Newcomers. Questo, oltre a confermare che la vostra proposta differisce davvero rispetto a quella di altri gruppi, come i Guano Apes a cui siete spesso accostati, segna un traguardo particolare, come l’essere premiati da un pubblico piuttosto particolare. Come avete vissuto questa cosa?
Andrea: Noi tutti ricordiamo quell’evento ancora con la pelle d’oca. Fu una cosa totalmente inaspettata. Mtv aveva indetto questo concorso con più di 600 band, e come puoi capire non ci aspettavamo proprio di vincere lì. Tra l’altro mi piace ricordare il momento della premiazione. Ci trovavamo di fronte a 75.000 persone e il presentatore di MTv ci annunciò come band italiana vincitrice di quell’award che hai menzionato tu. La gente cominciava a girarsi, ad andare via, come per dire “Mah, adesso chissà cosa ci suonano…”. Appena abbiamo iniziato a suonare la gente è tornata indietro, c’è stato un boato, a cui è seguita la firma con la G.U.N. Records, che a manifestazione conclusa ci disse che, pur avendo deciso di chiudere per quell’anno il portfolio delle loro band li avevamo convinti a tal punto che ci volevano il giorno dopo nel loro ufficio per un contratto. È stata una cosa sconvolgente per noi, perché è stato come se fosse una grande folla di persone che voleva che noi suonassimo, che voleva musica e che voleva noi per questo.

E ora che i Guano Apes si sono definitivamente sciolti, vi si apre anche una fascia di mercato oltre alla grossa fetta già conquistata…
Andrea: Mah… Ti dirò che non è così automatico. Ci si può accostare agli Exilia partendo dall’essere estimatori dei Guano Apes, ma obbiettivamente posso dire che ci sono anche persone che amano una delle due band ed escludono completamente l’altra. Il nostro tipo di pubblico rimane quello che segue e apprezza ciò che facciamo.

Parlando di composizione, hai detto che nonostante l’attività frenetica del tour, state continuando a comporre nuovi pezzi. Cosa ci si potrà aspettare?
Andrea: un rafforzare quelle che sono le peculiarità della band. Noi adesso abbiamo una maggior consapevolezza di quelle che sono le caratteristiche primarie della band che si discostano da quelle degli altri, che ci rendono unici e orginali. Quindi sicuramente ci sarà ancora più personalità; ci saranno sempre pezzi autonomi gli uni dagli altri, ci sarà attenzione alle partiture melodiche e ai testi per ogni brano. Cercheremo poi musicalmente, di inserire parti strumentalmente più varie, pur senza snaturare l’attuale sound. Quindi, ancora niente tastiere e elettronica, ma maggior lavoro sulle componenti armoniche e melodiche.
Siete appena reduci del tour con i Rammstein. Che ricordi portate con voi?
Masha: ci tengo a precisare che anche se da loro è venuta l’offerta, abbiamo, nostro malgrado, dovuto declinare la partecipazione alla seconda parte del loro tour. A malincuore, ma dobbiamo ritagliarci un momento di maggiore tranquillità per buttare giù le linee generali di ciò che costituirà il seguito di “Unleashed”. A Marzo credo che cominceremo a registrare. Vogliamo avere un secondo album che abbia valore ed era necessario prendersi del tempo. È stato un tour intensissimo, che ci ha dato modo di suonare nei posti più grandi e di confrontarci con un pubblico numerosissimo, ma sono stati anche 50 giorni di tour estenuanti.

Immagino che per motivi di tempo l’intervista si debba chiudere qui. C’è qualcosa che vuoi dire ai nostri lettori?
Masha: continuate a supportare le band italiane che hanno ancora voglia di fare rock. È difficile ma voler provare sapendo questo può voler dire solo vera passione e voglia di fare.

Non resta che vedere cosa farà seguito a questo intenso periodo di tour, con il dopo-”Unleashed” e le prossime date dal vivo.

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