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    Exodus

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Noone is safe from the Shovel Headed Kill Machine!

Tornano sulla scena gli Exodus, storica band capitanata da Gary Holt. Il precedente “Tempo Of The Damned” ci aveva mostrato una band in piena forma e questo “Shovel Headed Kill Machine” non è sicuramente da meno, una vera e propria bordata thrash in pieno stile Exodus. La defezione di Zetro Souza e il suo rimpiazzo con Rob Dukes ha sicuramente giovato alla band: il nuovo vocalist (sebbene sicuramente debitore del suo predecessore) si adatta perfettamente ai riff di Holt e, con il suo stile a metà tra il cantato thrash classico e quello à la Phil Anselmo, non fa sentire la mancanza di Souza. Dietro alle pelli, al posto dello storico Tom Hunting, fa la sua comparsa un nome più che celebre: Paul Bostaph. Nonostante le varie dicerie di dolori al braccio (poi sfatate) che sembrano aver causato la sua uscita dagli Slayer, lo troviamo in questo disco in perfetta forma, una killmachine pronta a sfondarci i timpani a suon di doppia cassa e rullate assassine. Il rifferama è in classico stile Exodus, riconoscibile fin dalle prime note di “Raze”: alternanza di parti veloci e mid-tempo ben cadenzati che caratterizzano tutto il disco, passando per quel capolavoro che è “Deathamphetamine” (il miglior brano del disco) e per “44 Magnum Opus” (definita nella bio “serial killer song”). Sebbene possa risultare a tratti anacronistico e troppo anni ’80 per i riff in pieno stile bay area, questo disco è sicuramente una delle migliori uscite thrash del 2005; sembra che qualcosa di serio si stia muovendo in quel di San Francisco (la tanto attesa reunion dei Vio-Lence e relativa re-release dello storico “Eternal Nightmare”, tanto per fare un esempio), pertanto ci si può aspettare un ritorno dei “Titans of the Thrash”, con gli Exodus in prima fila.

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