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    Extrema

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Purismi

Inizialmente caricati a molla come una macchina da corsa che sbandava ora sulla parete di nome Metallica, ora sull’altra di nome Pantera, gli Extrema, dopo l’abbandono del campo da parte delle suddette band, ne hanno raccolto il testimone ed oggi lo portano con altrettanta fierezza.

Così, “Pound For Pound” diventa baluardo di un genere abbandonato o fin troppo contaminato: il thrash come lo conoscevano gli anni ’80 e ’90, come lo hanno progettato Anselmo, Heltfield e Belladonna.
Con la loro ventennale esperienza, i quattro milanesi sono oggi testimoni e, al tempo stesso, prosecutori di un’era che sembra dimenticata dalle masse, ma, prima ancora, dagli artisti.

Il nuovo album è un lavoro vitale ed energetico, per quanto sicuramente commemorativo. Quasi tutte le canzoni risultano ben scritte e aggressive senza esagerazione, talvolta dotate di un motivo bluesy, talvolta hard rock oriented, talvolta tamarro.
Sembrano, in buona sostanza, trascorsi i tempi in cui la formazione doveva necessariamente aggredire.
Mantengono dunque la posizione, gli Extrema e, sotto certi aspetti (la maturità nella produzione e nel bilanciamento dei suoni), la perfezionano anche.

Ma quel che ci piace di più di questa fatica è proprio l’accennato utilizzo del thrash nella sua accezione più pura ed incontaminata, prima che i più recenti eccessi lo avvicinassero sempre più al death (rendendolo, oggi, quasi indistinguibile).

Ulteriormente impreziosito dalla presenza di Page Hamilton, “Pound For Pound” diventa l’ennesimo modo per scoprire le nostre perle, per mostrarle ai visitatori e poter dire, come un tempo una matrona romana: “Questi sono i miei gioielli!”

Bravi Extrema. Bravi davvero!
Ormai sono vent’anni che ci gasate, inizialmente forse in modo un po’ grossolano, oggi invece con un accento di maturità in più. Chissà perché, eravamo quasi pronti a giurare in un lavoro fiacco e privo di mordente compositivo. E invece, ci avete consegnato uno dei vostri migliori album. Il tempo trascorso ci fa assaporare i gusti di “una volta” con un occhio forse più divertito che non impressionato. Ma questo basta per garantirci la piena soddisfazione.
E allora diciamoci la verità sui “perché”: avete anche voi nostalgia di “Vulgar Display Of Power”, vero?

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Contro

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