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Fabrizio Bosso e Luciano Biondini al Roma Jazz Festival 2015, report live e scaletta

Il 39° Roma Jazz Festival si avvia alla fase conclusiva con un evento speciale che vede, la sera del 26 novembre 2015, Fabrizio Bosso e Luciano Biondini insieme nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, per presentare il loro nuovo progetto live, “Melodies”, affiancati da Paolo Silvestri e dal suo quintetto d’archi. Il trombettista torinese ha già firmato col fisarmonicista spoletino l’album “Face to Face” (2012) ed ha trovato in Silvestri un abile direttore e arrangiatore per l’omaggio ad Ellington “Duke” (2015). Incontro di amici, quindi, ma anche incrocio di stili, di timbri e di brani. “Melodies”, infatti, ha come obiettivo quello di esplorare in chiave jazzistica alcune tra le più belle melodie degli ultimi anni, spaziando tra generi diversi senza porsi troppi problemi.
Bosso e Biondini aprono il concerto in duo con “Pure imagination” e “Prima del cuore”, alternandosi al tema ma lasciando una lieve predominanza alla tromba per la linea melodica e alla fisarmonica per ritmica e armonia (anche a causa delle peculiarità degli strumenti), come faranno nel corso di tutta la serata. Gli accostamenti cromatici producono toni dolci e mediterranei e colorano il brano di accenti immaginifici, cinematografici. Entrambi i musicisti danno sfoggio di assoluta padronanza dello strumento e di tecnica eccezionale: Bosso genera scale e arpeggi da capogiro, Biondini esplora tutte le sfumature timbriche del suo strumento, è rapito dalla musica e più volte sembra volerla seguire alzandosi dallo sgabello. Stupisce la serenità con la quale i due artisti affrontano i passaggi più difficili.

Presentati da Fabrizio Bosso entrano in scena Paolo Silvestri e il suo String Ensemble. Gli archi accentuano i toni evocativi, sui quali si innestano prima la tromba e poi la fisarmonica, dipingendo nella mente e nel cuore del pubblico il tema di “Quando”, un commovente omaggio a Pino Daniele.

Notevole anche l’arrangiamento di “Fragile” di Sting, nel quale Biondini si produce in un solo volutamente più aggressivo e “sporco”. Non mancano tuttavia i brani di carattere più strettamente jazzistico, come il famoso standard “Body and Soul” e “What are you doing the rest of your life”, al quale la sordina di Bosso dona inflessioni gershwiniane.Il saluto finale spetta a Luciano Biondini che, scherzando, sfida il pubblico a riconoscere uno dei più famosi motivi della musica italiana, “Azzurro” di Paolo Conte, eseguito preservandone il carattere ironico originario, anche grazie al lavoro di Paolo Silvestri, autore di tutti gli arrangiamenti.
Il concerto termina senza bis nonostante gli applausi e le richieste: Fabrizio Bosso, con coraggio, confessa di essere appena uscito da uno stato influenzale e di non poter andare oltre. Va reso onore al merito di essersi comunque esibito (e in modo eccellente) con uno strumento che richiede particolari doti fisiche come la tromba.

 

Scaletta:

Pure imagination – Leslie Bricusse and Anthony Newley
Prima del cuore – Luciano Biondini
Quando – Pino Daniele
Send One Your love – Steve Wonder
Body and soul – Johnny Green
Fragile – Sting
What are you doing The rest of Your Life – Michel Legrand
Azzurro – Paolo Conte

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