Home > Recensioni > Fabrizio Coppola: La Stupidità

Lastu pidi tà

Dopo il debutto nel 2005 con il disco “Una Vita Nuova”, Fabrizio Coppola ritorna sul mercato con un EP: “La Stupidità”. Quattro brani di sano cantautorato italiano a raccogliere l’eredità di tutti quelli che prima di Coppola hanno solcato i nastri della musica nazionale. Da Rino Gaetano a Fabrizio De Andrè, da Angelo Branduardi a Roberto Vecchioni fino a Vasco Rossi, Ligabue e Daniele Silvestri.

Regina su tutte è la title track dell’EP, che con il suo ritmo percussivo di tamburi e chitarre e il suo crescendo emotivo coglie dritto nel cuore dell’ascoltatore. Se il livello qualitativo non scende con la ballata voce e pianoforte “L’altalena”, si va invece un poco calando con il rock senza troppi ma e senza troppi se de “Il Colpevole”.

E anche se “L’Ultima Battaglia” chiude la partita con poca efficacia rispetto alla potenza con cui un quarto d’ora prima si era iniziato, ci si ritrova desiderosi di sapere come sarebbe stato avere qualche canzone in più. Perché il tasto eject, questa volta, si schiaccia con un sorriso di approvazione sulle labbra.

“La Stupidità” è una bomba al vetriolo. Perché mentre la ascolti, non te ne frega niente di chi la stia cantando. Sai solo che, dovunque tu sia, dopo 2.30 minuti di ascolto vorresti cominciare a battere le mani seguendo il tempo e cantare in coro a squarcia gola: LA STUPIDITA’, LA STUPIDITA’… Perché ti toglie le parole di bocca. Perché fotografa con una sola, semplice e pungente parola il male di questo mondo, della nostra società. Bisognerebbe proporre che, una canzone così, venisse insegnata ai bambini in tutte le scuole. E non sia mai che qualcuno dovesse incominciare a usare l’intelletto per rifletterci sopra. Anche se, la stupidità…

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