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  • Fabrizio Moro: Pace

    Sony Music / Sony Music

    Data di uscita: 10-03-2017

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E’ uscito il 10 marzo il nuovo album di Fabrizio Moro “Pace”, distribuito da Sony Music.

Fabrizio è reduce dal successo dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Portami Via”, che non suona come una stucchevole dedica d’amore di un padre innamorato di sua figlia, banale no? E invece Moro riesce a mettere su carta il cambiamento che questo nuovo arrivo ha portato nella sua vita.
A distanza di dieci anni esatti dal successo sanremese con il brano “impegnato” Pensa, Moro calca nuovamente quel palco, con un qualche tatuaggio ed esperienza in più, e il risultato si è visto. Potremmo definire “Pace” come un album liberatorio, che ci presenta la vera essenza di Fabrizio, le sue esperienze vissute in prima persona e soprattutto le sue “paure”, termine che si ripete in ben otto brani, più che la sola visione della vita descritta negli album precedenti.
Spesso quando si tratta di cantautori il parallelismo tra una composizione e una seduta psicanalitica viene automatico, e Moro non fa eccezione. E’ un album liberatorio, intimo ma coscienzioso, un percorso di vita riassunto in dieci canzoni, il cui mood lo capisci dal primo brano “cerco solo di trovare la pace che non ho”, e che alla fine capirai che forse non la troverà mai, perchè anime inquiete ci si nasce.
“Pace” è un titolo che ti spinge a pensare ad un intriso di messaggi politically correct e invece no,  ad un attento ascolto si nota subito che il graffiato di Moro non ha paura di urlare di “seghe” e di censura, dei vaffanculo in mezzo ai denti, di errori e di inquietudini, del resto riconoscere un problema è il primo passo verso la sua risoluzione e quindi la Pace. Una Pace-Nera potremmo definirla, uno stato d’animo esente da bigottismo ma vero nella sua veracità.
Le citazioni ai grandi autori non mancano, come nel caso della canzone scritta e ceduta ad Elodie – “Un’altra vita” – che ricorda molto “Anima fragile”, anche “Intanto”, brano di chiosa di questo nuovo album ha un nonsochè di tributo a Vasco, ma col sistema della doppia voce Moro non sbaglia mai un colpo.
Nota particolare va a due brani: “Sono anni che ti aspetto”, che racchiude l’essenza vera del disco, e il duetto con Bianca Guaccero che, da attrice, riesce a recitare benissimo il suo ruolo di voce guida.

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Contro

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