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  • Faith No More: Who Cares A Lot?

    Faith No More

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Regale epitaffio

Come dopo ogni split che si rispetti, ecco giungere anche per i Faith No More l’atteso geatest hits.
In effetti per una band innovativa e varia come i FnM l’idea di un album che racchiude i singoli estratti dagli album precedenti sembra piuttosto fuori luogo, dato che per comprendere la ricerca musicale della band occorrerebbe un ascolto attento e competente di molto più materiale. Tuttavia la qualità dei singoli prodotti dai nostri è sempre stata piuttosto alta, anche laddove questi venivano scelti per motivi puramente commerciali, in base cioè al grado di appetibilità di massa della song (è questo il caso di “Evidence”, brano comunque molto bello). Quindi questa raccolta presenta comunque una tracklist di tutto rispetto, che ha i suoi punti forti in song del calibro di “Midlife Crisis” o dello smash hit “Epic”, probabilmente il brano dei FnM più noto nella storia. C’è poi un inedito, che è anche il singolo estratto proprio da questo “Who Cares a Lot?”, la cover di “I Started a Joke” dei Bee Gees, brano molto interessante, riletto al solito in modo probabilmente superiore all’originale dalla band californiana. Come tutte le raccolte, quindi, il valore di questo CD è relativo, e l’unica considerazione che si può fare è connessa alla qualità della scaletta (buona, in questo caso). Il discorso cambia se si parla dell’edizione limitata dello stesso platter, presentata in due CD. In questo secondo disco infatti trovano spazio dei brani di interesse decisamente maggiore, come la notevole strumentale “Instrumental” o la divertente e valida “Hippie Jam Song”. Le grandi sorprese però sono due. La prima è la stupefacente “The World is Yours”, cupa e cadenzata, senza dubbio una delle migliori composizioni della band negli anni novanta, caratterizzata da un Mike Patton davvero in grado di distorcere la propria voce a piacimento. L’altra grande chicca è invece la registrazione live della cover di “This Guy’s In Love With You” (B. Bacharach) eseguita in Australia durante il tour di “Album of the Year”. Per l’ennesima volta i FnM superano l’originale, mettendo in pista, nella cornice di una prestazione d’insieme stratosferica per classe ed eleganza, un Patton mastodontico, che emula la pulita voce baritonale di un Frank Sinatra con la naturalezza dei grandi interpreti, regalando al pubblico cinque minuti da applausi a scena aperta. Detto questo, la conclusione è piuttosto chiara: l’edizione regolare dell’album è un’onesta raccolta, di canzoni splendide, per i curiosi. L’edizione limitata un must assoluto per tutti gli appassionati.

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