Home > Recensioni > Faithfull: Horizons
  • Faithfull: Horizons

    Faithfull

    Data di uscita: 20-05-2008

    Loudvision:
    Lettori:

La macchina del tempo

Quello che propongono i portoghesi Faithfull è un tuffo negli anni ’80 delle chiome bionde e vaporose. Leali, con una “l” di troppo, alla strada percorsa dai Bon Jovi e dagli Europe, tanto per fare due nomi. Leali a quella musica che tanto piace ai giapponesi, tra i quali riscossero un ampio successo nel 2003, con “Light This City”, loro album di debutto.

Tutto gira come da copione su “Horizons”, secondo lavoro dei Nostri. Un chitarrista, scuola Van Halen, due mani e mille strati che su disco si sovrappongono e si intrecciano intorno a riff da stadio. Un batterista che scandisce fedelmente i quarti e un bassista che sostiene. Una voce che, con un rauco appena accennato, sale volentieri ai piani alti. Cori ed echo quanto basta. Un mix che tutto sommato ancora funziona, e che soprattutto è caratterizzato dalla maestria e dalla compattezza del combo. Che nel 2004, fresco di primo disco, ha aperto per niente meno che i Whitesnake, a Lisbona. E sì che i Whitesnake degli anni 2000 non sono quelli di venti o trent’anni fa, ma è pur sempre qualcosa di cui andar fieri l’avergli fatto da spalla.

Tuttavia, l’incatenamento al passato può giocare brutti scherzi, ed è molto facile trovarsi a riproporre gli avanzi di un banchetto ormai abbandonato dai convitati. Così, la compattezza e la maestria dimostrata dai portoghesi non sono sufficienti a far scorrere le 10 tracce di “Horizons” senza farci pensare, troppo spesso, a qualcosa di già sentito.

Scroll To Top