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Falconer: Cambiare per diventare grandi

I Falconer sono Stefan Weinerhall: una sorta di progetto solitario, poi sempre più trasformatosi in band vera e propria, ormai pronta anche a viaggiare per la prima volta in tutta Europa. Band che ha perso però il principale elemento distintivo del proprio sound, quel Mathias Blad che aveva stupito tutti nel sorprendente album di debutto. Al terzo episodio è giunta l’ora di cambiare, per far sì che la realtà dei Falconer possa crescere, soltanto il futuro ci saprà dire se le scelte di Stefan sono stato azzeccate…

Allora, cominciamo dal vostro più importante cambiamento prima di registrare l’album: avete perso Mathias Blad. Ci racconti come lo avevate trovato, dato che non si occupava di metal prima dei Falconer, e come lo avete perso?
Lo abbiamo trovato attraverso suo padre, che possiede il negozio musicale della nostra città. Sapevo che lui cantava, perciò gli ho chiesto se voleva registrare un demo. Poi abbiamo firmato un contratto, e lui è rimasto con noi. È vero, non si occupava di metal prima, e non se ne occupa più ora. Purtroppo ci ha lasciati per il troppo impegno necessario per suonare dal vivo. Circa un anno fa stavamo pianificando di suonare di più dopo il terzo album, ma Mathias ci disse che sarebbe stato occupato da Giugno fino al termine dell’anno, ed avrebbe poi potuto avere anche altre offerte per dei musical. È il suo lavoro, perciò abbiamo compreso il suo punto di vista. Per noi invece si sarebbe trattato di far uscire un album e non poterlo promuovere per molti mesi. Sapevamo già che con lui avremmo potuto avere dei problemi, che alla fine sono giunti a concretizzarsi. La mancanza di un membro non poteva però fermare anche gli altri quattro, sarebbe stato un peccato, dato che dunque noi volevamo porre ancora maggiore attenzione nella band, ne ho parlato con Mathias e lui ha capito la situazione. Non c’è stato risentimento da nessuna delle due parti, si è trattato soltanto di dare diverse priorità alle nostre attività.

La voce di Mathias era un trademark per la vostra band e aiutava a creare le vostre particolari atmosfere. Pensi che Kristoffer Göbel possa avere lo stesso ruolo? Avete cambiato qualcosa nella musica per adattarvi a lui?
No, non direi. Ho creato la musica così come facevo prima. Ad ogni modo, questa volta ho dovuto adattare la musica ai testi, e non viceversa, dato che è un concept album. La cosa buona con Kristoffer è che può variare la sua interpretazione ed ha anche delle buone idee. Mathias era invece un po’ più legato, cantava sempre allo stesso modo. Buono ed originale, ma sempre lo stesso. Comunque se non avessimo avuto lui all’inizio, non credo avremmo avuto così tanta esposizione. Lui suonava così diverso! Ma questo non può comunque fermare il resto della band, dovevamo fare ciò che era giusto, ciò che abbiamo fatto.

Avete cambiato anche altri musicisti, dovremmo considerare i Falconer una specie di tuo solo project? Gli altri sono coinvolti nel songwriting?
No, non lo sono. Be’ Anders mi ha aiutato per “Child Of Innocence”, potrebbero fare qualcosa in futuro. Kristoffer mi aiutato ovviamente per i testi. In precedenza penso i Falconer fossero maggiormente simili ad un mio solo-project, ma dopo che abbiamo suonato dal vivo e reclutato più membri permanenti, sono diventati una vera e propria band, e penso che questa sia una buona cosa. Così come più interessante per me.

Come è differente il modo in cui componete da quello della tua vecchia band, i Mithotyn? Ci sono possibilità di vedere di nuovo i Mithotyn in pista?
I Mithotyn non suoneranno mai più insieme. L’unica differenza ora è che devo pensare maggiormente agli arrangiamenti, non posso buttare insieme qualsiasi tipo di riff, ci deve essere un percorso logico e le lineee vocali devono adattarsi al resto.
[PAGEBREAK] Da dove prendi ispirazione per le melodie folk e per i testi che utilizzi nella vostra musica?
Sono dei veri e propri marchi di fabbroca per me. Ci sono sempre stati, anche se provassi a scrivere thrash metal, ci sarebbero lo stesso, suonerebbe allo stesso modo folk, e non c’è bisogno di alcuna ispirazione per questo.

Hai mai pensato di scrivere una canzone in un lingua che non sia l’inglese?
Solo se fosse una canzone tradizionale, altrimenti suonerebbe meglio in inglese.

Leggo che consideri il vostro terzo album come un mix dei primi due. Potresti illustrarci gli elementi presi da ciascuno?
Niente che abbia fatto volontariamente. Penso che questo sia più veloce e pesante del secondo, ma più complesso e variato del primo. Onestamente credo sia il migliore che abbiamo registrato, a parte alcune canzoni del passato come “Clarion Call”, “Quest For The Crown” e “For Life And Liberty”. Come album questo è più divertente da suonare e interessante da ascoltare. Comunque questa è solo la mia opinione.

E cosa c’è invece di totalmente nuovo?
Direi le variazioni drammatiche in alcune canzoni, la voce a volte più dura, cori più potenti, più heavy metal e meno power metal.

I tre album hanno delle copertine con colori diversi, riflettono forse la musica all’interno?
Solo il nuovo. È cominciato tutto col primo album, per il quale pensai che fosse appropriato avere per la maggior parte un colore grigio, ma poi è diventata una specie di caratteristica per i Falconer. Dunque ora, al terzo tentativo, la copertina e i colori per la prima volta rappresentato veramente la musica e il concept dietro ad essa, dato che sono entrambi più scuri e pesanti. Vedremo se continuare con questa cosa dei colori nel futuro.

Il tuo colore è il verde scuro… dunque corrisponde a “The Sceptre Of Deception” il tuo album preferito dei Falconer?
Oh sì!

Fate uso di elementi scenici sul palco, quando suonate?
Non ancora. Dato che non abbiamo suonato molto dal vivo, non è ancora giunto il momento di portare sul palco qualcosa che non sia la musica, può darsi nel futuro. Occorrono anche un po’ di soldi in più, ed ora non ce lo possiamo permettere.

State pianificando un tour? Dove suonerete?
Saremo dapprima in tour a Gennaio con i Doomsword a supporto. Magari non si tratterà di una cosa molto lunga, ma è un inizio, è giunta l’ora per noi di metterci in strada. Suoneremo in Germania, Italia, Austria, Svizzera e Ungheria. Stiamo anche cercando dei festival per l’estate. Spero che i nostri fan abbiamo l’opportunità di vederci l’anno prossimo!

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