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FantASIA

La buona musica non tramonta mai. Suona tanto cliché ma, si sa, spesso i cliché diventano tali perché nascondono neanche troppo velatamente un substrato di realtà, come dimostrerà lo spettacolo a cui questa sera stiamo per assistere. Sul palco del Rolling Stone stanno infatti per entrare in scena gli Asia, una di quelle band che conoscono anche i sassi, non fosse altro che per l’ossessiva ripetività con cui “Heat Of The Moment” viene inglobata in quelle pessime raccolte che tipicamente troviamo negli scaffali cartonati degli autogrill.

Ironia a parte, gli Asia sono quanto di più vicino ad una sorta di dream team del rock classico o, per usare un termine tanto pessimo quanto abusato, la massima espressione del termine “supergruppo”. Un puzzle musicale le cui tessere provengono da quelle divinità prog che sono stati gli Yes, i King Crimson, e gli ELP, per non citare gli Uriah Heep, i Family, i Roxy Music e le meteore pop Buggles. Già, perché gli Asia che ammireremo questa sera sono proprio quelli originali, mica la pur valida ma decisamente meno pregnante incarnazione tenuta in vita tra il 1992 ed il 2004 dal buon Downes e caratterizzata dalla voce di John Payne.

Il pubblico accorso per l’occasione non è particolarmente numeroso. Il Rolling è sufficientemente affollato, ma non certo in zona sold-out. Il colore predominante sulle chome dei presenti tende abbondamente al grigio, il che conferisce all’audience una strana ma affascinante aura di saggezza. Quando la band sale sul palco e accenna le prime note di “Only Time Will Tell” comprendiamo immediatamente che non si tratterà di un concerto normale: tecnicamente parlando i quattro si pongono ai massimi livelli dei rispettivi strumenti, e vederli suonare insieme sullo stesso palco è una di quelle esperienze che ti riconcilia con il mondo. Quando poi la tecnica non è fine a se stessa ma posta saldamente al servizio della forma-canzone, non possiamo che goderne immensamente.

John Wetton, presentatosi sul palco con un look che fa troppo Grande Lebowski, sfodera una performance vocale di caratura superiore e ammalia con il suo lavoro di basso, infondendo anima nelle composizioni del gruppo. Steve Howe, che con l’avanzare dell’età assomiglia sempre più pericolosamente al Riff Raff del Rocky Horror, possiede ancora il tocco fatato che lo ha reso uno dei più importanrti chitarristi rock di sempre. Geoff Downes vive immerso in un panorama di tastiere intarsiando i tappeti sonori su cui poggia la musica degli Asia. Carl Palmer, un uomo e i suoi tamburi. Il suo assolo, strategicamente posizionato in chiusura di main-set nei meandri di “The Heat Is On” è stato semplicemente stratosferico. Lui e Neil Peart sono la batteria nel rock. Tutto il resto è noia. Abbiamo visto presunti batteristi osservare…e subito dopo meditare di appendere le bacchette al chiodo.

Che dire della scaletta? Tutto il meglio del periodo d’oro degli Asia è stato riproposto ora fedelmente, ora in chiave acustica, ma in ogni caso lasciando sempre ai musicisti la libertà di apportare il giusto grado di improvvisazione o di variazione sul tema. Il recente “Phoenix”, gran bel disco ma che francamente non può reggere il confronto con i suoi illustri predecessori targati anni ’80, ha fornito alla set-list un contributo da minimo sindacale.

Impossibile invece non citare tra gli highlight della serata gli episodi dedicati alla celebrazione delle band da cui provengono i quattro: a rappresentare gli Yes di Steve Howe non poteva mancare “Roundabout”, mentre “In The Court Of The Crimson King” ci ricorda il passato cremisi di John Wetton. La barocca pomposità di “Fanfare For The Common Man” ci ricorda che che la P di ELP significa Palmer, ma risulta stranamente piacevole scoprire in mezzo a questa sarabanda di mega-classici del prog anni ’70 un brano tanto gigione quanto a modo suo geniale come “Video Killed The Radio Star”, reliquia di un’epoca in cui Geoff Downes faceva coppia fissa con un certo Trevor Horn ed insieme, facendosi chiamare “Buggles”, battezzavano il fenomeno MTV.

Martedì 24 marzo, un appuntamento con la storia. A quando il prossimo?

Only Time Will Tell
Wildest Dreams
Never Again
Roundabout
Time Again
Bolero
Clap
The Smile Has Left Your Eyes
Don’t Cry
Daylight
Open Your Eyes
Fanfare For The Common Man
Without You
An Extraordinary Life
In the Court of the Crimson King
Video Killed The Radio Star
The Heat Goes On
Carl Palmer Drum Solo
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Heat Of The Moment
Sole Survivor

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