Home > Recensioni > Fauve! gegen A Rhino: Namegivers’ Avenue

Come Deleuze e Guattari

Sono di Pistoia, ma suonano fuori dal mondo e psicanalitici tanto quanto Gilles Deleuze e Pierre-Félix Guattari.
Riccardo, Matteo e Andrea si incontrano tutto d’un botto e il nome della band diventa una roba impronunciabile grazie alla giustapposizione (e successiva rielaborazione semantica) di Fauve! e Rhino Therapy.

Avere vent’anni in Italia non è facile, dicono loro stessi. Ecco il perché di una musica inquieta e inquietante al contempo, dove i sintetizzatori e i suoni campionati invadono ogni spazio per donare momenti di turgida riflessione, le chitarre si camuffano da vortici ipnotizzanti e le percussioni raccontano storie assurde.
La conseguenza più importante che ne scaturisce è la capacità di innovazione in un’epoca storica priva di idee.

Se vi connetterete al portale di last.fm, scoprirete che il tag maggiormente in voga per catalogare le creazioni dei Fauve! gegen A Rhino è “musica per gente che non sta bene di testa”; il che non è totalmente errato, o meglio.
C’è bisogno di ascoltare con attenzione, quindi non azzardatevi a farvi sfiorare dalla superficialità oppure perderete il senso dell’arte dei tre.

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Contro

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