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    Fear Of Fours

    Data di uscita: 14-05-2007

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Uno scioglilingua e una coverart coraggiosa

Ormai si definisce progressive tutto ciò che coniuga l’imprevedibilità e l’alterazione dei gen(er)i alla tecnica: definizione assai limitativa e suscettibile di infinite applicazioni. A noi recensori, tuttavia, il neologismo risolve svariati problemi, soprattutto quando si tratta di descrivere band come i Fear Of Four. Nella fattispecie, potremmo perciò parlare di prog-thrash proprio con riferimento al side project di Terence Holler, Andrea Martongelli, Mirko Nosari, Marco Piran, Giulio Bogoni e Lucio Piccoli. Un rapporto che si pone su un piano qualitativo assai elevato rispetto alle band di provenienza.
La sindrome Opeth si fa sentire anche in Italia e, con essa, la voglia di soffocare il growl tra sezioni ritmiche (mediterranee) ed un cantato pulito. In quest’ordine di idee, c’è spazio per il folk metal e per l’intimismo dei Porcupine Tree. L’album sa essere anche brutale e cupo allo stesso tempo, ma soprattutto mostra il coraggio di uscire dagli schemi, rompendo le righe di un songwriting predefinito ed uniforme.
La novità per il nostro Paese è, senza dubbio, di quelle da headline, sebbene una maggiore omogeneità e ricercatezza nelle melodie avrebbe allontanato anche quel latente senso di una perfezione incompiuta.

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