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  • FEFF22: Ashfall – Pioggia di cenere

    Diretto da Kim Byung Seo

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Ashfall di Kim Byung-seo e Lee Hae-jun è il film che il Far East Film Festival ha scelto come titolo d’apertura della sua 22ma edizione: due ore di puro intrattenimento nel primo disaster movie pienamente riuscito del cinema coreano.

Immaginate di vedere un film che è un po’ Armageddon o Deep Impact, che potrebbe farvi tornare in mente (il dimenticabile?) Dante’s Peak a un certo punto farvi pensare anche a Frodo e Sam che arrancano sul Monte Fato ne Il Ritorno del Re. Il tutto, però, passato alla lente del gusto coreano, in una storia ambientata sullo sfondo di tesissime questioni geopolitiche.

Ashfall (Baekdusan) è infatti tutto questo e un po’ di più. È forse il primo film sudcoreano che abbia dimostrato di saper gestire con sicurezza l’arsenale di topoi di un genere che riesce a trionfare quasi esclusivamente nell’industria americana: momenti mozzafiato tra fughe impossibili dalla morte, terremoti devastanti e uno scenario di distruzione così onnipresente da conferire a tutta la vicenda un sapore apocalittico.

In questa cornice si dipana però una vicenda – piuttosto lineare – che è profondamente permeata dal contesto geopolitico delle due Coree: la storia è infatti quella di una missione spericolata organizzata per evitare l’esplosiva eruzione del Monte Baekdu, che minaccia di distruggere l’intera penisola coreana. Per riuscirci, Jo In Chang (Ha Jung Won), il comandante del manipolo di soldati del sud inviato oltre il 38° parallelo, deve assicurarsi la collaborazione di una spia del Nord Lee Joon-Pyeong (Lee Byung Hun).

Ashfall

Lee Byung Hun e Ha Jung Woo in una scena di Ashfall

Non solo, la scelta di fare dell’epicentro del disastro proprio quel monte è doppiamente significativa: il vulcano Baekdu è un simbolo importante nella cultura di entrambe le nazioni, che lo citano addirittura nei rispettivi inni. Non può essere un caso che il punto focale da cui si dipana e verso cui tende tutta la vicenda sia un simbolo così importante nella storia di un paese che per lunghi secoli è stato unito e solo da alcuni decenni vive lacerato.

Ashfall si presenta dunque come una nuova sfida vinta dall’industria cinematografica coreana, che dopo aver ottenuto successo con gli zombie di Train to Busan, Rampant e Kingdom oppure le action comedy estreme come Exit (anche questo in programma al FEFF22), può ben dire di essere riuscita anche nel suo primo esempio di disaster movie d’ispirazione americana che funziona.

Non si tratta però del primo tentativo: negli anni scorsi c’erano stati, infatti, lo tsunami di Haeundae (2009) e il disastro nucleare di Pandora (2016), che però non avevano convinto. Col film scelto dal FEFF come titolo d’apertura, invece, ci troviamo di fronte a due ore di puro intrattenimento, con notevoli scene di distruzione urbana non hanno molto da invidiare alle sequenze di un film di Emmerich.

Arricchiscono la vicenda personaggi secondari come la moglie – in dolce attesa – di In Chang, interpretata dalla idol-diventata-attrice Suzy Bae, e soprattutto il professore Kang Bong Rae (un Ma Deong Seok criminalmente trascurato), ovvero colui che ha elaborato la temeraria strategia d’azione che consiste nel bombardare con testate nucleari la camera magmatica più profonda del vulcano, per impedire l’eruzione fatale.

Ashfall pioggia di cenere

Ma Deong Seok e Suzy bae in Ashfall

Laddove però un film americano avrebbe probabilmente calcato la mano sulla dinamica familiare della moglie che attende l’eroe di turno, qui l’attenzione rimane quasi esclusivamente sulla coppia di protagonisti che superano le loro differenze per aiutare entrambe le nazioni. L’amicizia improbabile dei personaggi principali è ciò che conquista di più: la chemistry tra questi due grandi nomi dello showbiz è infatti davvero accattivante e soprattutto fornisce quelle occasioni comiche dal retrogusto a volte spiazzante che sono la quintessenza di tanto cinema coreano.

Focalizzando l’attenzione sul respiro epico dell’azione e sul divertente punzecchiarsi dei protagonisti, i registi di Ashfall, ovvero l’autore di Castaway on the Moon e il direttore della fotografia della doppietta da record di Along With The Gods, hanno distolto l’attenzione dagli altri profili forse meno riusciti, confezionando un film capace di intrattenere lo spettatore per un paio di ore, lasciando un ricordo di sé decisamente soddisfacente.

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