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Al via il FEFF22: il festival di Udine si reinventa come portale online sul cinema d’Estremo Oriente

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Venerdì 26 giugno il Far East Film Festival di Udine ha preso il via con i primi film in programma, iniziando in mattinata col delicato e tenero The House of Us (Una casa per noi – Uri Chib) della coreana Yoon Ga-Eun, e proseguendo col giapponese One Night (Una notte) di Shiraishi Kazuya e il cinese Changfeng Town (La citta di Changfeng) di Wang Jing.

In serata, invece, l’epico disaster movie sudcoreano Ashfall (Pioggia di cenere, di Kim Byung-seo e Lee Hae-jun), che avrebbe dovuto dare il via ufficiale alle danze nella serata di apertura della kermesse, seguito poi dall’inquietante Impetigore (La ragazza dell’inferno) di Joko Anwar, Indonesia.

È strano parlare di un festival di cinema, che per sua natura è un evento di aggregazione e condivisione dal vivo, analizzando invece le caratteristiche di una dimensione puramente virtuale. Eppure, fin dal primo approdo sul nuovissimo portale online creato insieme a Mymovies.it, l’impressione è che questa rivoluzionaria edizione del festival abbia saputo raccogliere la sfida di questi tempi difficili, vincendo sul distanziamento sociale con una proposta mediatica tutta da scoprire e gustare.

Funziona alla grande, infatti, la piattaforma su cui esplorare a proprio piacimento il festival, ognuno secondo i propri ritmi: si può scegliere di andare per ordine e seguire il programma man mano che si snoda tra chiacchiere in diretta da Udine, con collegamenti live dall’Estremo Oriente e saluti degli autori dei vari film; oppure recuperare quando si preferisce (per ogni titolo c’è un countdown di giorni/ore/minuti che indica quanto tempo a disposizione rimane per lo streaming on demand), magari anche mettendo in pausa per uno spuntino al volo. Alcuni titoli, invece, sono disponibili solo nel momento in cui vengono “proiettati”, quindi sarà meglio programmare con attenzione le nostre serate.

Il portale web del Far East Film Festival, edizione 2020.

Siamo tutti nelle nostre postazioni individuali, in casa o chissà, magari anche già in vacanza, eppure siamo anche lì, lasciamo commenti e giudizi dal vivo oppure aggiungiamo le nostre opinioni dopo che altri hanno ultimato la visione. È esattamente quello che succede con certi servizi di streaming esistenti (mi viene da pensare a Viki di Rakuten), ma senza distrazione: al centro rimane sempre il cinema, e possiamo benissimo scegliere di eclissarci dal resto della comunità sparendo nello “schermo intero” del film. E magari anche due film alla volta.

La cosa bella è che comunque, alla fine, possiamo sempre ritrovare gli altri curiosi [e] cinefili che si stanno avventurando come noi in questa nuova forma di vivere il cinema.

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