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  • Felpa: Paura

    Sussidiaria / audioglobe

    Data di uscita: 02-02-2015

    Loudvision:
    Lettori:

Come si sente una tuffatrice nello spazio profondo?

La domanda sorge spontanea dalla copertina del nuovo album di Felpa, aka Daniele Carretti, “Paura”. Una figura femminile dal costume scarlatto è lì, sul bordo del trampolino che le darà la spinta verso il vuoto cosmico; ed è la gravità a tenerla ferma così, statua immobile in un’immensa oscurità rischiarata dalle luci degli astri. Prima c’è stato l’abbandono, ora è il momento della paura, che però bisogna affrontare in qualche modo. È proprio quella tuffatrice a testimoniarlo.

Daniele ha dato vita a un decalogo intinto fino al mento nella mestizia e in un senso di nostalgia che si appiglia alla gola provocando il cosiddetto magone. Si parte con “Buio”, brano che ricorda le atmosfere sognanti e tristi dei Cocteau Twins e che proietta l’ascoltatore in un paesaggio di desolazione e solitudine. Vi si allaccia la più cupa “Inverno”, singolo che mi era già capitato di ascoltare dal vivo in un’esibizione romana del musicista- indubbiamente apprezzata. Quel che è certo, già dai primi due pezzi, è che stavolta l’acustico è stato lasciato quasi del tutto in disparte- “Stanotte” è l’eccezione che conferma la regola- per dare maggiore adito all’elettricità della chitarra, a quei respiri lunghissimi di cui è intriso ogni pezzo a venire.

Gli arpeggi sconsolati (“Accanto A Te” è un esempio palese), degni di The Black Heart Procession e dei momenti più intimisti degli Interpol, segnano la cadenza lenta e minimale di ciascun passaggio. Lungo l’ascolto la voce di Daniele appare sempre lontana, sebbene partecipe delle impressioni emozionali che scaturiscono dalle sue armonie, come a significare un distacco fisico dalle vicissitudini narrate nelle liriche.

Le influenze sonore stanno a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, con un particolare amore per l’evocazione dello shoegaze. “Paura Mai” sembra guardare gli occhi di Robert Smith, mentre la strumentale “Spazio” gli americani Low, a cui sappiamo che Felpa è molto legato. Se ad aprire il disco sono state le tenebre, sovviene “Luce” a chiuderlo, forse per farci comprendere che tutto, prima o poi, può giungere a una soluzione positiva.

La forza d’attrazione non è mai stata così affascinante.

 

gravità
gra·vi·tà/
sostantivo femminile
  1. 1.
    Preoccupante difficoltà o pesantezza: la g. della situazione; durezza.
    “la g. di una pena”
    • Entità o importanza.
      “la g. di una decisione”
  2. 2.
    Compostezza severa e solenne.
    “parlare con g.”
  3. 3.
    Forza di gravità (o sempl. la gravità ), quella con cui la Terra attrae i corpi, che si manifesta con la tendenza di questi a cadere verso il basso; è la risultante della forza di gravitazione e della forza centrifuga dovuta alla rotazione terrestre; essendo funzione della latitudine e dell’altitudine varia da punto a punto.
    • Accelerazione di gravità, l’accelerazione che acquista un corpo materiale sotto l’azione di tale forza; è la stessa per tutti i corpi indipendentemente dalla loro massa.
Origine
Dal lat. gravĭtas -atis, der. di gravis ‘grave’ •prima del 1311.

 

 

 

 

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