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  • Femen – L’Ucraina non è in vendita

    Diretto da Kitty Green

    Data di uscita: 12-06-2014

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«Femen è un movimento femminista di protesta in topless che è cominciato a Kiev, in Ucraina. Il gruppo di giovani donne all’inizio si è riunito per combattere il crescente tasso di turismo sessuale e di prostituzione nel loro paese. Da allora, le Femen si sono espanse, dichiarando guerra al patriarcato al livello mondiale».

Così la regista australiana Kitty Green presenta le protagoniste del suo documentario, “Femen – L’Ucraina non è in vendita“, proiettato fuori concorso a Venezia nel 2013 e dal 12 giugno nelle sale italiane con I Wonder Pictures.

Green, che ha origini ucraine, ha passato quattordici mesi a Kiev vivendo insieme a quattro attiviste del gruppo. Un tempo lungo ma necessario, perché era importante conquistare la fiducia di queste giovani donne, abituate a controllare attentamente la propria immagine mediatica anche e soprattutto durante le interviste.

Tra le numerose ambiguità e contraddizioni messe in luce dallo sguardo empatico ma sempre critico della regista, la più sorprendente — soprattutto per chi conosce le Femen in modo superficiale solo dalle foto e dai video che circolano su internet, giornali e tv — è l’incontro con Viktor Svyatski, (ex) ideologo del movimento. Un uomo, portatore oltretutto di punti di vista rigidi e conservatori sui rapporti tra i generi, a capo di un gruppo di femministe che rivendicano indipendenza dalle logiche patriarcali.

Quanto c’è di davvero libero e autenticamente femminista nelle azioni e nelle strategie portate avanti con tenacia incrollabile da Inna, Sasha, Anna, Oksana e le loro compagne? E quanto l’immagine con cui si presentano al mondo è invece filtrata da un’ottica maschile, o maschilista? Femen conserva una rilevanza politica o è diventato un marchio commerciale?

«Femen è oggi fonte di ispirazione per donne di tutte le parti del mondo», spiegava già l’anno scorso Inna Shevchenko dopo l’anteprima veneziana. «Viktor ne ha fatto parte, è vero, ma ora ne è fuori. Il movimento è nato per nostra volontà e intendiamo portarlo avanti nel rispetto dei nostri ideali originali».

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