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  • Femina Ridens: Schiaffi

    A Buzz Supreme / none

    Data di uscita: 20-03-2015

    Loudvision:
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Esiste una soglia tra il buon gusto e il trash? E se sì, è possibile fornirne una stima accurata? Ognuno risponda come vuole. Stiamo parlando di musica, non di numeri. Eppure, qualche volta, in presenza di lavori a mio dire strani (e per “strani” intendo che ti lasciano pieno di dubbi per ore), mi vien da chiedermi se, dietro alle fatiche di quell’artista X, vi sia la consapevolezza di aver confezionato un album di una pochezza imbarazzante spacciandolo per l’esatto opposto.

Matematichese a parte, veniamo al disco: “Schiaffi”, ultimo lavoro in studio della cantautrice Femina Ridens (ideato con la collaborazione di Massimiliano Lo Sardo). Nella scelta di tutte le cose che non vanno, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta.

Vorrei cominciare dai testi: inutili. O meglio, oscillanti tra il nonsense e l’ovvietà disarmante. “Esisti Solo Tu”, brano in cui, con piglio trash e  un’ugola fastidiosamente alta, squittisce “str***a” ogni tre secondi, ne è la prova evidente. “Masturbati” (cover del musicista italiano Andrea Tich), si dimostra invece una scelta alquanto bizzarra, data la banalità con cui un argomento così comune ma allo stesso tempo esorcizzato venga trattato (potrei essere smentito da alcuni, ma inviterei ad ascoltare il testo per farsi un’idea).

Ho citato le punte dell’iceberg. Il resto dell’album? Poco incisivo sarebbe un eufemismo. Fortunatamente, un paio di brani un po’ più memorabili (soprattutto verso la fine: “Rivendica L’erogeno” e “La Sportiva”) non fanno completamente  affondare l’ammiraglia (più che altro per il sottofondo sonoro ). Stiamo comunque parlando di un lavoro sterile di idee, con pezzi dimenticabili . Un peccato, perché dare giudizi negativi ad artisti della scena indipendente fa male. Ma tant’è: Femina Ridens può fare di meglio. Lo spero e me lo auguro. Rimandata al prossimo appello.

 

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