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Ferro stanco?

Una carriera fatta da dieci album, cinque dischi e un libro di confessioni posiziona Tiziano Ferro tra gli amori della figlia adolescente e della mamma che ha voglia di concerti giovani. Si aggiunge poi anche il fidanzatino della prima al quale – in fondo – non dispiace ballare tra le donzelle accorse sotto il palco. Chi ne paga le spese è il papà che accompagna tutti al palazzetto di turno. Il traffico dell’occasione non ne lascia un buon ricordo.

Per chi è dentro, invece, il ricordo è disegnato da un Tiziano multiforme, che cambia look ad ogni manciata di canzoni, passando da una giacca di pelle ad una di paillettes, dalla camicia alla felpa per improvvisarsi ballerino. Ne deriva un continuo travestimento che lascia svanire quel pop-romanticismo italico adorato dalle radio nostrane.

“L’Amore Non è Una Cosa Semplice”, “La Differenza Tra Me e Te”, “L’ultima Notte al Mondo”: le hit – anche le più fresche – da sfornare sono tante, tutte urlate da ragazzine in lacrime. Si torna indietro con i successi passati e il ritmo di “Perverso” stupisce anche i più esigenti, coinvolgendo anche i più rigidi in una danza liberatoria. “Non Me Lo So Spiegare” e “Sere Nere” si intrufolano fin da subito negli smartphone dei presenti, per qualcuno diverrà suoneria, per altri un vanto tra le amiche.

E così tra foto, video e cartelloni da innalzare al proprio idolo, il pubblico di Caserta accoglie Tiziano Ferro per il secondo giorno consecutivo. Il cantante di Latina ripaga i suoi ospiti con una scaletta degna di cd da San Valentino. Chissà se qualcuno lo credeva più simpatico, chissà se una chiacchiera in più poteva bastare a farlo sembrare meno stanco. Il tour è lungo, il freddo non ancora passato e la sua età non è certo quella dei giovanissimi catapultati fuori dalla tivvù.

Tizianone, tirati su!

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