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  • Festa del Cinema di Roma 2017 — Logan Lucky

    Diretto da Steven Soderbergh

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Aveva promesso di smettere, come tanti altri. Ne ha fatto un altro, come tutti gli altri. Steven Soderbergh ha ceduto una volta di piú al richiamo della macchina da presa per portare al cinema un Ocean’s Eleven” operaio (“Ocean’s Seven Eleven”, come autoironicamente si cita nel film), scritto dall’esordiente Rebecca Blunt… sempre che non sia uno pseudonimo.

I fratelli Jimmy, Clyde e Mellie Logan (Channing Tatum, Adam Driver e Riley Keough) vogliono organizzare un furto spettacolare alle casse dell’Autodromo di Charlotte, sede delle gare NASCAR, approfittando dei lavori di ristrutturazione nei sotterranei. Dovranno coinvolgere il mago delle casseforti Joe Bang (un inedito e comico Daniel Craig con fortissimo accento americano) e dei suoi fratelli sempliciotti Sam e Fish (Brian Gleeson e Jack Quaid). Alle loro calcagna il detective dell’FBI Sarah Greyson (Hilary Swank).

Film di rapine esilarante ma la sua sceneggiatura fa il passo più lungo della gamba, dovendo ricorrere allo spiegone finale e a un convoluto ma innocuo doppiogioco pur di raggiungere un lieto fine soddisfacente. Una rapina troppo facile che, dice la sceneggiatrice, nella vita reale le è costata il ritiro delle agevolazioni ai controlli della TSA in aeroporto. Una pena non ripagata dal suo lavoro, una sceneggiatura non abbastanza elegante, ma ripagata dal ritorno alla regia di Steven Soderbergh che ne approfitta per mescolare generi, provocare gli attori, e guarnire di citazioni (su tutte: la scena della rivolta in carcere per i libri di George R.R. Martin; il concorso di bellezza per bambine che diventa un concerto di musica country sulla “Country Road” di John Denver).

Due nomination all’Oscar leggere leggere per gli attori non protagonisti a Adam Driver e Daniel Craig le vogliamo proporre? Due spalle comiche diverse ma ugualmente importanti per la caratterizzazione e l’ambientazione del film: Adam Driver passivo ma versatile, da barista meditabondo a complice impacciato ma sempre disponibile, il suo sguardo non cambia per tutto il film ma nelle pause comiche si accende; Daniel Craig che ride sguaiato come non si è mai visto, titubante a un tempo e eccitato un minuto dopo, pronto a ogni pazzia che gli viene proposta. Due ritratti dell’America profonda che per far ridere non si accontentano di sfruttare lo stereotipo che rappresentano.

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