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Festa del Cinema di Roma 2017 | Vanessa Redgrave

La conferenza stampa con Vanessa Redgrave alla Festa del Cinema di Roma 2017 è stata un po’ bizzarra: il programma non prevedeva una proiezione di “Sea Sorrow”, il documentario diretto dalla meravigliosa attrice inglese, prima dell’incontro, così molti di noi arrivano in sala forzatamente impreparati; in più, lei si esprime in un italiano dalla pronuncia pressoché perfetta ma la comprensione delle domande e la formulazione delle risposte nella nostra lingua (non c’era interprete, crediamo per scelta dell’ospite) hanno presentato non pochi intoppi.

Ed è un peccato, perché la ben nota consapevolezza politica di Redgrave traspariva con grande chiarezza, malgrado la barriera di linguistica, nelle parole usate per descrivere il progetto “Sea Sorrow”, un film che affronta la crisi internazionale dei rifugiati con un occhio alla realtà (dalla Grecia al Libano, dall’Italia a Calais — Redgrave è impegnata in prima persona anche con l’associazione Safe Passage) e uno alla sua rappresentazione artistica (il titolo stesso è una citazione della Tempesta di Shakespeare, perché anche Prospero e Miranda erano dei rifugiati).

La visione di Vanessa Redgrave è aspramente critica per quanto riguarda le ingiustizie sociali (“il trattamento che i nostri governi riservano ai profughi potrebbe riguardare anche noi, e in molti casi è già così: pensiamo alla situazione già difficile in cui si trovano il sistema sanitario e l’istruzione pubblica”) ma anche piena di fiducia nelle risorse dei singoli. Qualcuno osserva che è facile parlare di solidarietà ma poi, nel momento in cui bisognerebbe passare alla pratica, ognuno pensa solo al proprio giardino: “Non diamo per scontato che tutti abbiamo un giardino – ribatte lei – In Inghilterra e in Italia vivono persone in difficoltà estrema, persone che non sanno letteralmente come andare avanti. Eppure, nel loro piccolo, sono pronte ad aiutare gli altri”.

“Sea Sorrow” uscirà prossimamente anche nei cinema italiani distribuito da Officine Ubu: “Ne sono molto contenta – dice Vanessa Redgrave – perché è un film pensato per il grande schermo, non per quelli dei computer”.

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