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Festa del Cinema di Roma 2015 — Freeheld, incontro con Ellen Page e Peter Sollett

Ellen Page e il regista Peter Sollett sono alla Festa del Cinema di Roma 2015 per presentare “Freeheld“, il dramma ispirato a una vera storia di lotta per i diritti civili che vede protagonista la giovane attrice canadese a fianco di Julianne Moore.

“Freeheld” si ispira alla vicenda «Laurel Hester, l’agente di polizia del New Jersey che dieci anni fa, dopo una diagnosi di cancro allo stadio terminale, si è battuta perché in caso di morte la giovane compagna Stacie Andree potesse godere della sua pensione» (qui la nostra recensione).

«Per Laurel era una questione di uguaglianza, anche come poliziotto si era sempre battuta contro le discrimazione ai danni delle donne, e in questo caso la vittima dell’ingiustizia era la donna che amava», spiega Sollett.

All’incontro con la stampa le domande sono quasi tutte per Ellen Page, coinvolta nel film anche in veste di produttrice. L’attrice, lo ricorderete, ha scelto di fare coming out riguardo alla propria omosessualità l’anno scorso (con un discorso molto bello, lo trovate qui): «Come closeted person (cioè gay non dichiarata, ndr) non mi sentivo libera di essere me stessa – spiega Page – Una sensazione basata sul timore di poter essere penalizzata nella vita privata e nel lavoro a causa del mio orientamento. Ero infelice, chiusa e anche meno ispirata da un punto di vista creativo. Dopo il coming out sto molto meglio, come essere umano e come attrice. Persone come Laurel e Stacie sono un grande esempio positivo».

«La recente sentenza della Corte Suprema in riferimento ai matrimoni fra persone dello stesso sesso – continua Elle Page – è un passo importante, ma non dimentichiamo che in ben trentuno degli Stati Uniti si rischia ancora il licenziamento o di non poter ottenere una casa solo perché si appartiene alla comunità lgbt. Il cambiamento è comunque possibile e può avvenire solo raggiungendo la piena parità di diritti. In questo senso mi auguro che “Freeheld” sia in grado di far comprendere quali sono gli effetti della discriminazione sulla vita delle persone».

Il film mostra la contrapposizione l’attivismo chiassoso incarnato dal personaggio di Steve Carell e il richiamo a una maggiore serietà del poliziotto interpretato da Michael Shannon: «È normale che esistano opinioni diverse sul tipo di attivismo migliore e più efficace. Personalmente amo i Pride, li vedo come una possibilità di esprimere se stessi, è bello che in mondo dove prevale quasi sempre il punto di vista etero si possa celebrare in modo gioioso l’identità lgbt».

Il regista Peter Sollet racconta poi la genesi del progetto, che nasce dall’omonimo documentario premio Oscar diretto da Cynthia Wade: «C’è un’altra regista dietro al mio “Freeheld”, e si tratta proprio di Cynthia. Il suo cortometraggio, però, si soffermava soprattutto sulle ultime settimane di vita di Laurel, mentre nel film, per rendere accessibile la storia a un pubblico più ampio, abbiamo scelto di raccontare anche la fase precedente, l’innamoramento. Le scene più difficili da girare sono state proprio quelle dei momenti felici: la spiaggia, il bar…».

E per quanto riguarda possibili nomination ai prossimi Oscar? «Non penso ai premi – dice Sollett – non è il mio lavoro pensare a queste cose. Me lo auguro, certo».

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