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Festa del Cinema di Roma 2015 – Incontro con Paolo Sorrentino

Per la sezione Incontri Ravvicinati alla Festa del Cinema di Roma, Paolo Sorrentino si racconta da spettatore. Accompagnato dalle domande di Antonio Monda, regala alla platea una lezione di tecniche e linguaggi del cinema mostrando le sequenze che più di tutte hanno lasciato un segno nel suo immaginario.
Il primo film della lista è “Tempesta di Ghiaccio” del 1997 diretto da Ang Lee. «Questa pellicola mi ha insegnato molto sulla sceneggiatura. Tratta poi il tema della famiglia, argomento che amo molto vedere al cinema, tanto più che io non l’ho mai affrontato». Ma è soprattutto il connubio tra «il bello» e «il vero» ad attrarre Sorrentino, quei film che, pur mantenendo aderenza alla realtà, non rinunciano all’estetica.

Ecco quindi la ragione del frammento successivo, tratto da “La Notte” di Michelangelo Antonioni: uno di quei registi – insieme a Fellini e Bertolucci – che qualunque cosa metta in scena lo fa in maniera unica ed esemplare. «E tra l’altro è uno dei pochissimi che sappia usare il jazz al cinema, senza renderlo noiosissimo». «Ma non pensi che ci siano anche altri registi inconfondibili nel loro genere oltre a quelli che hai citato?», provoca bonariamente il mediatore Antonio Monda. «Chiaramente esistono tanti registi il cui tocco è irripetibile, però Antonioni, Fellini e Bertolucci possiedono una sapienza che lascia stupefatti».

La terza scena proposta da Sorrentino è il finale di “Era Mio Padre” di Sam Mendes, una successione di immagini vere con il massimo dell’artefatto – secondo il regista – un condensato di didattica cinematografica.
Come ultima sequenza si vira su un genere completamente diverso: “Mars Attacks!” di Tim Burton, selezionata dall’artista italiano per la sua carica sarcastica, ai limiti del grottesco, tipica dopotutto della filmografia del regista statunitense.
L’incontro si chiude con la proiezione del cortometraggio mai visto in Italia “La Fortuna” – parte del film collettivo a episodi “Rio I Love You” presentato a Cannes nel 2014 – diretto proprio da Sorrentino, dove si vede un anziano ottantenne stufo della sua giovanissima moglie al punto da architettarne la morte. «Mi sono divertito ad esercitare l’inverso di un cliché… Il vero in fondo è abbastanza noioso, mentre il verosimile è il regno di chi inventa».

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