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  • Festa del Cinema di Roma 2016 – Heaven Will Wait

    Diretto da Marie-Castille Mention-Schaar

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Per la sezione Alice nella Città, è stato proiettato in anteprima “Heaven Will Wait” della francese Marie-Castille Mention-Schaar, già presentato al Toronto Film Festival di quest’anno.

È la storia di Sonia (Noémie Merlant) e Mélanie (Naomi Amarger), due adolescenti che non si conoscono ma le cui vicende risultano speculari e concatenate al tempo stesso. Sullo sfondo si dispiega anche la storia di Sylvie (Clotilde Courau), una mamma la cui figlia, adolescente anche lei, non c’è più, perché scappata clandestinamente in Siria per combattere la Jihad. Destino che vorrebbe abbracciare anche Sonia, ma che si è vista strappare grazie al repentino intervento dei genitori, e che man mano, invece, Mélanie, da tutt’altra parte della Francia, riuscirà a raggiungere quasi indisturbata.

Uno sguardo tutto al femminile quella della regista Marie-Castille Mention-Schaar. “Heaven Will Wait” ripercorre infatti i tempi di transizione all’interno dei rapporti che cambiano la vita: i momenti cruciali prima che sia troppo tardi, o quelli per cui tardi non lo è mai. Quei fili sottilissimi che legano la relazione salvifica tra madri e figlie, contrapposti alla follia di una religione che, dal sembrare come un ventre materno che dà rifugio, si trasforma in uno stomaco che divora devastando ciecamente.
Che cosa può spingere una ragazza giovane e bella, cresciuta in Europa Occidentale, a lasciarsi avvicinare talmente tanto da un credo da arrivare ad inneggiare alla guerra santa? Questa la domanda più che attuale che ha mosso la regista a sbrogliare come una matassa le tre storie di queste donne francesi.

Non c’è giudizio né rabbia nel tono delle immagini raccontate, anzi. “Heaven Will Wait” è delicato e dolente nello svelare gli eventi. Restando entro le quattro mura dell’intimità delle camerette, si affaccia su una solitudine universale e profonda, sull’eterno bisogno di sentirsi unici e per questo amati. E spesso i genitori in ciò sono più spaesati dei figli.

Pare essere sempre la solita vecchia storia, quindi. La morale della pellicola di Marie-Castille Mention-Schaar, dopotutto, sembra ricordare che il miglior antidoto contro ogni lupo cattivo di ogni epoca storica sia unicamente la solidità della famiglia. Soprattutto quando si hanno quindici anni e internet perennemente a portata di mano.

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