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  • Festa del Cinema di Roma 2016 — I Am Not a Serial Killer

    Diretto da Billy O'Brien

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John Wayne Cleaver è un ragazzo sociopatico con tutti gli indicatori del serial killer, ma è seguito da un terapista e è anche dotato di una certa lucidità con cui accetta e gestisce il suo disordine mentale. Purtroppo per lui nella sua cittadina è improvvisamente passato all’azione un altro serial killer, e il nostro John si appassiona alla sua vicenda al punto da indagare personalmente. Il serial killer ci viene rivelato già a metà film, ma i pedinamenti non finiscono, perché a John interessano le sue motivazioni. E (spoiler spoiler) qui il film diventa fantasy.

Ambientazione, storia e cast completamente e profondamente americani (il film è tratto dal romanzo “Io non sono un serial killer” di Dan Wells, edito in Italia da Fazi, primo di una serie di cinque libri finora) ma la produzione è irlandese, come il regista di horror Billy O’Brien.

Il film si bea della presenza della guest star Christopher Lloyd ma, come in altre sue recenti apparizioni, lui ci perde e il film non ci guadagna. Molto professionalmente Lloyd infonde tutta la sua tecnica in ruoli che non la meritano, solitamente (come qui) da anziano sconnesso, lento e sacrificabile. Il suo ingombrante protagonismo nel momento della svolta fantasy del film accentua ancora di più il contrasto fra una prima parte sociologicamente originale e la lenta parabola discendente verso il genere (thriller, horror) più convenzionale.
Più sobria l’interpretazione di Max Records, cresciuto molto (di statura e di capacità) dall’ultima volta che ci siamo accorti di lui, al suo esordio nel 2009 in “Nel paese delle creature selvagge” di Spike Jonze.

Pro

Contro

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