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Festa del Cinema di Roma 2016 — Incontro con Tom Hanks

L’ospite ad inaugurare la Festa del Cinema di Roma 2016 è Tom Hanks che, con vivacità e istrionismo, intrattiene pubblico e giornalisti parlando della sua carriera, di politica e persino dell’essere nonno. A presidiare l’incontro, il direttore artistico Antonio Monda che nel pomeriggio consegnerà all’attore il premio alla carriera.

Durante questo Festival rivedremo tutti i suoi film di maggior successo. Che cosa prova quando le capita di rivederli?

C’è un filoso che diceva di non guardarsi mai indietro perché dal passato non guadagni più nulla. I miei vecchi film li ho già visti, e perciò non li guardo di nuovo perché non cambiano, sono sempre quelli. Splash è lo stesso che ho visto nel 1984.

In merito alla situazione politica americana: cosa sta succedendo laggiù da voi in questi giorni?

Si potrebbe definire il “festival dello schifo 2016”. Ogni quattro anni negli Stati Uniti andiamo a votare per decidere chi sarà il nostro nuovo presidente. È capitato nell’arco della nostra storia di avere candidati di vario genere, ma mai come questa volta.

Qual è il criterio con il quale sceglie un film da interpretare quando le viene proposto?

C’è sempre una relazione tra il personaggio che mi viene proposto e il film, ed è questa ad attrarmi. Ad ogni modo, spesso è più facile dire di sì ad una proposta, piuttosto che rifiutarla, perché: ti pagano bene, con ottime probabilità baci una bella ragazza, ti ritrovi a girare per Dubai o per Roma. Sono proprio tanti i casi in cui accettare è veramente facile. Però ciò che è fondamentale è che ti senta felice quando stai andando al lavoro, devi essere contento e divertirti facendo questo mestiere, se manca questo allora è meglio rifiutare una proposta. Amo essere un attore perché posso esplorare me stesso di continuo. Quando stai leggendo una sceneggiatura e alla quindicesima pagina pensi “Questo ruolo deve essere mio, non voglio che nessun altro lo abbia al mio posto”, è così che scelgo se accettare un ruolo.

A Firenze facendo riferimento all’attuale situazione politica americana ha dichiarato di essere contro l’ignoranza.

Be’, sì, credo di aver già esaurito l’argomento. In ogni caso essere contro l’ignoranza non necessariamente dev’essere riferito a Donald Trump. Anch’io se mi sento figo posso arrivare a comportarmi come un ignorante. Un grande saggio una volta ha detto “La verità vi renderà liberi”. Quando voi italiani mi domandate come mai abbiamo un candidato come Trump, io potrei domandare a voi “Perché avete scelto Berlusconi?”.

Lei è anche nonno. Cosa fa con i suoi nipotini? Gli racconta dei suoi film? Loro sanno della sua professione?

Non hanno la men che minima idea di quale sia il mio mestiere e nemmeno gli importa! Penso che riescano solo a riconoscere la mia voce nel doppiaggio americano di Toy Story. Capiscono giusto che sono quello che di tanto in tanto compare in tv. Quello che faccio con loro è giocare, specialmente fingendo di “suonarli” come fossero dei banjo. Ci mettiamo per terra e coloriamo. Ho provato a convincerli che sono una persona molto importante ma naturalmente si rifiutano di credermi, ed è quel che succede a tutti i nonni. Mi piacerebbe molto di più essere lì con loro adesso, piuttosto che qua in mezzo ai fan con Antonio Monda. Perché la verità è che sono molto più divertenti di Fellini! Potete anche scriverlo tutti: Tom Hanks dichiara che i suoi nipoti sono più simpatici di Fellini! (ride, ndr).

Come mai ha interpretato così pochi ruoli da cattivo nella sua lunga carriera?

Non avrei problemi ad interpretare un ruolo da cattivo, ma per come oggi vengono impostati i profili dei personaggi preferisco calarmi nei panni del buono perché hanno più spessore e gli sono anche più affine, in generale. Anche perché appunto oggi il cattivo ha senso solo in funzione del buono.

C’è qualche artista italiano con cui le piacerebbe lavorare in futuro?

Penso che io e Roberto Benigni insieme saremmo proprio forti.

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