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  • Festa del Cinema di Roma 2016 – La principessa e l’aquila

    Diretto da Otto Bell

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Sulle montagne del Kazakistan una bambina è determinata a intraprendere le orme del padre nella tradizione della sua famiglia e delle altre famiglie della zona: la caccia con le aquile. La bambina si chiama Aisholpan e è consapevole che in oltre dodici generazioni nessuna donna era mai stata ammessa a questa tradizione. Nonostante le titubanze e le gelosie degli anziani Aisholpan vince tutte le gare di abilità al festival locale di “aquilerìa”, ma alla prova dell’inverno il compito si fa più arduo.

La principessa e l’aquila” (ovviamente non c’è nessuna principessa; il titolo originale è “The Eagle Huntress”, “La cacciatrice con aquile”) ricade nel filone di documentari per le masse, che abbandonano l’urgenza divulgatrice per cedere alla tentazione della drammatizzazione. Titoli come “La marcia dei pinguini”, “La volpe e la bambina” o i documentari Disneynature (“Earth”, “Il mistero dei fenicotteri rosa”, “La vita negli oceani”, “African Cats”), che seguono uno stesso format di grande efficacia presso il pubblico e che garantisce a questi titoli una proficua distribuzione nelle sale che altrimenti ai documentari sarebbero precluse. Non garantisce però attendibilità e onestà intellettuale. Ecco perché nonostante la storia di Aisholpan sia davvero interessante, raccontata in tono affabulatorio non rende merito all’umanità del personaggio, alla misticità della tradizione e alla regalità dell’animale.

Una sola sequenza esula da questo formato e per fortuna è all’inizio (così che uno possa tranquillizzarvi se decideste di abbandonare la visione subito dopo): Aisholpan, una bambina, si cala dalla cima di un dirupo fino a un nido di aquile per catturarne una. La sua tenacia, il suo talento e le dinamiche nel suo popolo avrebbero forse interessato Werner Herzog (impietoso il paragone con il suo ultimo, monumentale, documentario antropologico “Into the Inferno”); invece hanno attirato l’attenzione della Fox che ha intenzione di realizzarne un film d’animazione nel prossimo futuro tramite i Blue Sky Studios (quelli de “L’era glaciale”).

In lingua originale il film è narrato da Daisy Ridley (attrice inglese alla ribalta dopo la sua partecipazione al nuovo “Star Wars”), anche se è principalmente parlato in lingua tibetana dalla protagonista e la sua gente.

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