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  • Festa del Cinema di Roma 2016 – Louise en hiver

    Diretto da Jean-François Laguionie

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Quando si dice che un film non è per tutti alcuni spesso si offendono, o rivendicano un’ignoranza che in realtà non contestava nessuno. Quando si dice così non ci si riferisce alla capacità di capire un film. In realtà si riconosce al film una personalità particolare che, come quella degli esseri umani, non può essere piacevole per chiunque per forza.
Louise en hiver” è il primo lungometraggio del decano dell’animazione francese Jean-François Laguionie non espressamente concepito per ragazzi. E probabilmente non concepito nemmeno per un “pubblico” in quanto tale, il primo davvero intimo dell’artista.

Un film in cerca di amici, non di spettatori. Un film che si personifica nella sua protagonista, l’anziana Louise, improvvisamente lasciata sola con le sue forze, i suoi ricordi, e un cane. Non è un discorso filosofico (come si poteva considerare lo scorso film di Laguionie, “La tela animata”). Nonostante il commento costante in voice-over (comunque mai fastidioso) ha il respiro di un film muto, anche perché effettivamente la protagonista in scena parla raramente, e solo quando comincia a farlo anche il cane. E se il film è Louise, il cane siamo noi. Io, chi vorrà vedere il film, chi ci ha fatto amicizia: l’abbiamo studiata silenziosi per un po’, le abbiamo parlato quando abbiamo potuto fidarci di lei, e siamo tornati a tacere quando non c’era più bisogno di dirci a parole niente d’altro. E nelle orecchie le note lisce di un pianoforte jazz (di Pierre Kellner), come quando uno è felice, e l’orchestra sinfonica e i cori di bambini (di Pascal Le Pennec), come quando si sogna. Come quando si è al cinema.

Per farla meno melodrammatica: è un film lento; la protagonista è vecchia, non si ricorda le cose, parla coi cani. Senza offesa, non è per tutti.

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Contro

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