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  • Festa del Cinema di Roma 2016 – Manchester by the Sea

    Diretto da Kenneth Lonergan

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Il trope del “ritorno al paesello” torna periodicamente nelle produzioni americane, spesso in forma di commedia agrodolce. Il giovane che si è costruito una vita in città, telefona di rado ai genitori al paesello di origine, finché un giorno non arriva una chiamata che lo costringe a tornare. Non sempre chi si avvicina a questo modello di storie riesce a coglierne il vero spirito, la mutua influenza di cosmopolitismo e radici. “Manchester by the Sea” tenta una variazione sul tema: non è un impulso cosmopolita a spingere Lee Chandler (Casey Affleck) a lasciare le spiagge oceaniche su cui è cresciuto per andare a fare l’idraulico a Boston. Quando il fratello Joe (Kyle Chandler) muore, deve tornare a casa per occuparsi del funerale e della tutela del nipote Patrick. In realtà al paese lo assediano gli spettri del passato ma anche nuove occasioni per il futuro.

Kenneth Logerman, già regista di “Margaret” e “Conta su di me” e sceneggiatore di “Gangs of New York”, per questi ultimi due film è stato nominato all’Oscar per la miglior sceneggiatura e non dovrà sorprendere se quest’anno ne arrivasse una terza per “Manchester by the Sea”. Una ricchezza di personaggi coloriti e coerenti nella definizione di una famiglia oltre che della comunità caratteristica della zona in cui è ambientato il film (Essex, Massachusset); una chirurgica inserzione di flashback, che (ri)costruiscono lentamente il passato tragico del protagonista, di dialoghi ironici, umani, teneri, di assenze sistematicamente evocate a farsi presenze ingombranti e fondamentali.

Una sceneggiatura così ingegnosa e precisa e con in capo tanta responsabilità emotiva per una durata prolungata (due ore e venti minuti) trova il suo contraltare tanto nell’interpretazione instancabile di Casey Affleck (un altro ruolo memorabile in una carriera che tanti nella sua generazione gli invidiano, e ancora una volta in odore di Oscar) quanto nelle poche ma sempre intense apparizioni di Kyle Chandler.

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Contro

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