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  • Festa del Cinema di Roma 2016 — The Rolling Stones Olé Olé Olé!

    Diretto da Paul Dugdale

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    Loudvision:
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Non sono pochi i documentari negli ultimi anni dedicati a Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood Charlie Watts, per quei due o tre al mondo che non lo sapessero meglio conosciuti come Rolling Stones. Ma questo “The Rolling Stones Olé Olè Olé!”, presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2016, racconta un momento particolare nella carriera cinquantennale delle pietre rotolanti, il tour in America Latina svoltosi tra febbraio e marzo di quest’anno e culminato, soprattutto, con la storico concerto gratuito a L’Avana del 25 marzo, prima volta a Cuba di un gruppo il cui solo ascolto, negli anni Sessanta, poteva causare l’immediata incarcerazione. Il film, nel raccontare le varie fasi del tour, ci fa conoscere il mastodontico staff  che ne assicura la riuscita ogni volta, raccoglie dichiaraziono sparse dei quattro componenti storici della band (non si fa nessun riferimento al povero Brian Jones, ma probabilmente quel capitolo per loro è storia chiusa, non così per noi fan, visto che più di metà della scaletta dei concerti è composta da canzoni dove il contributo creativo dere i Jones era più che fondamentale) e, soprattutto, ci mostra il devastate impatto della musica degli Stones in ogni angolo del Sud America.

E allora ecco gli scatenati “Rolingas” argentini, una comunità di fan sfegatati che ostentano con orgoglio i simboli della band, ecco gli artisti di strada che abbelliscono con i graffiti San Paolo del Brasile, ecco i “Mariachi” messicani che reinterpretano nel loro stile peculiare le varie canzoni della band. Vediamo Richards tentare di scacciare la pioggia col suo “magico” bastone, Wood dipingere con un amico artista brasiliano, Jagger che studia la frasetta in spagnolo da pronunciare diversa per ogni data, e lo ieratico Watts ribadire la sua totale estraneità al mondo del rock e alle sue regole.

Ci si diverte parecchio insomma se siete dei fan, dall’apertura con “Start Me Up” a Santiago del Cile passando per “Miss You” a Montevideo fino ad arrivare a L’Avana, dove ci vengono mostrate la canzone d’apertura del set (“It’s Only Rock ‘n Roll”) e quella di chiusura (“… Satisfaction”), ma anche se non lo siete troverete più di un motivo per apprezzarlo. Verrete a conoscenza della Woodstock messicana, ad esempio, il Festival di Avàndaro del 1971, che spaventò così tanto le autorità da causare il divieto assoluto di ascoltare musica rock, rimasto in vigore fino al 1985.

Perchè il punto è poi quello: ai tempi dell’esplosione della Stones/mania tra gli anni Sessanta e Settanta, nel Centro e nel Sud dell’America (che a Nord si faceva piacevolmente “invadere” dai gruppi britannici) governi oppressivi e dittature tentavano di tenere fuori dai loro Paesi l’ondata di contestazione giovanile che infiammò il mondo per una breve (seppur meravigliosa) stagione. E le scene di delirio di massa che vediamo nel film hanno un sapore d’epoca che, da questa parte dell’oceano, provoca un misto di tenerezza e malinconia dal quale è difficile riprendersi nell’immediato. Gli Stones sono ormai degli anziani signori borghesi e benestanti che portano avanti con estrema cura e professionalità il proprio lavoro, ma la loro musica è ancora capace d’incendiare gli animi di una gioventù, pensiamo a quella cubana, che vive proprio in questo periodo la sua illusione di “cambiamento”. I ragazzi de L’Avana saltano gioiosi sulle note della chitarra di Richards, e non saremo certo noi i primi a risvegliarli dal sogno che tutti, più o meno, abbiamo vissuto in un’epoca della nostra vita. It’s NOT only rock ‘n roll.

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