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Festa del Cinema di Roma 2017 | Carlo Verdone e i 35 anni di Borotalco

La Festa del Cinema di Roma 2017 celebra i trentacinque anni di “Borotalco”, la commedia di Carlo Verdone con Eleonora Giorgi e Angelo Infanti cresciuta nel anni come un culto per il pubblico di tutto le età e che nel 1982 rappresentò un momento importante nella carriera del regista e attore romano: «”Borotalco” fu una scommessa – racconta Verdone – dovevo assolutamente dimostrare di essere un attore in grado di uscire dai caratteri delle storie a episodi e interpretare un personaggio unico. Ero nervoso ma anche molto carico, dovevo assolutamente farcela. Con lo sceneggiatore Enrico Oldoini impiegai un anno solo per scegliere il soggetto, scartandone almeno sei. Una volta individuato quello giusto, lo abbiamo scalettato e sceneggiato con molta rapidità».

Verdone riflette sui cambiamenti che hanno toccato la società italiana in questi trentacinque anni: «I primi anni 80 erano un periodo leggero e spensierato, oggi quelle chiacchierate tra gli amici a casa di Nadia – i vari “M’è crollato un mito!”, “Ma che cazzo sta a di’, mo pure Roger Moore è frocio?” – non sarebbero più credibili, le nuove generazioni sono più disincantate».

«I ragazzi però si immedesimano ancora oggi nelle insicurezze e nei problemi del protagonista Sergio, a me capita spesso di incontrare dei giovani che amano rivedere il film», osserva Eleonora Giorgi.

«Carlo, come autore, è uno dei pochi che da decenni dà costrutto ai personaggi femminili e quindi alle attrici chiamate a interpretarli – continua Giorgi – Io stessa ho girato tante commedie ma nessuna ha avuto l’impatto di “Borotalco” a livello di immaginario. Carlo delineò per me una figura che è emblematica di quegli anni: Nadia era una ragazza intelligente, ingenua, piena di voglia di fare e piena di sogni».

Anche per gli Stadio, presenti al festival per celebrare il film, “Borotalco” è stato fondamentale: «In quel periodo, su suggerimento di Lucio Dalla che era il nostro capo-orchestra, avevamo messo insieme dei pezzi ma non riuscivamo a trovare un discografico che ci desse fiducia. Eravamo molto scoraggiati. Una sera Carlo venne a sentirci suonare prima di un concerto di Lucio, gli piacquero moltissimo i nostri brani e li scelse per il film. La nostra carriera è letteralmente iniziata con “Borotalco”, possiamo dire che è stato Carlo a inventare gli Stadio. Fu una grande intuizione, di cui dobbiamo ringraziare anche Lucio: per la prima volta la grande canzone d’autore incontrava il cinema italiano».

C’è spazio poi per qualche considerazione sul panorama cinematografico attuale e i progetti futuri del regista: «Il pubblico delle sale è diminuito, oggi è più difficile intercettarne i gusti e comprenderne le abitudini di visione. Io e De Laurentiis stiamo comunque prendendo in considerazione l’idea di lavorare a una serie televisiva, anche se non abbiamo progetti per l’immediato futuro».

Ma cos’è che, ancora oggi, ci fa ridere quando vediamo “Borotalco” per la centesima volta? «Le battute di “Borotalco” – riflette Verdone – non sono le classiche battute costruite dal battutaro, ma sono fatte soprattutto di tempi recitativi, vengono esaltate dal ritmo della recitazione. Le battute migliori dei miei film sono nate spesso durante le prove, penso ad esempio alla scena delle “olive greche” con Mario Brega».

Una riflessione talmente vera che sarebbe inutile riportare qui gli aneddoti raccontati da Carlo Verdone (Lucio Dalla che «se ‘ncazzò come ‘na bestia» quando vide il suo nome riportato enorme sul manifesto del film, o Cecchi Gori alle prese con il tentativo della Manetti & Roberts di far causa al film perché “Borotalco” era un marchio registrato), in forma scritta non farebbero ridere. Citiamo solo l’aneddoto di Eleonora Giorgi perché non avrebbe stonato in bocca a Manuel Fantoni e ci pare quindi perfetto per rendere omaggio al film: «Due anni dopo aver girato il film ero a cena a Los Angeles con Jack Nicholson, Warren Beatty e Anjelica Huston. A un certo punto entra nel ristorante un gruppo di ragazzi romani: mi vedono e si precipitano da me. Io faccio notare che al mio fianco ci sono dei grandi attori ma loro “Che me frega de Jack Nicholson? Eleonora Giorgi! “Borotalco”! Carlo, mi hai fatto fare un figurone!».
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“Borotalco” è alla Festa del Cinema di Roma in versione restaurata a cura della piattaforma di streaming on demand Infinity.

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