Home > Recensioni > Festa del Cinema di Roma 2017 — Spielberg

Susan Lacy, regista di “Spielberg” in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2017, è una veterana del documentario biografico: creatrice e produttrice esecutiva della serie PBS American Masters, ha curato più di 200 videoritratti dedicati a grandi personalità del mondo cinematografico.

“Spielberg”, lo dice il titolo, esamina in poco più di 140 minuti la carriera di uno dei più famosi e amati registi contemporanei: Steven Spielberg. La produzione è di HBO, l’impianto solidamente didattico, ma mai noioso; Lacy prende in esame l’impatto culturale che il cinema di Spielberg ha avuto sull’immaginario degli spettatori e sull’evoluzione dell’industria hollywoodiana, raccontando parallelamente la crescita psicologica e politica di un artista che del tratto autobiografico ha fatto una cifra distintiva.

Guardiamo “Spielberg” e mettiamo in gioco anche i nostri ricordi e la nostra percezione di certi momenti chiave per la storia del cinema statunitense e internazionale. Con “Jurassic Park”, ad esempio, la tecnologia degli effetti visivi fece giganteschi passi avanti, portando sul grande schermo qualcosa di letteralmente mai visto: Spielberg voleva dei dinosauri in grado di correre, e il senso di meraviglia e stupore che brillava negli occhi dei protagonisti appena entrati nel parco è lo stesso provato dal pubblico seduto in sala nel 1993. Uno stupore irripetibile, malgrado la serie di sequel più o meno indecorosi che il film ha poi generato.

La lunga serie di interviste curate da Susan Lacy per il film, ci ricorda poi che per Steven Spielberg hanno sempre lavorato attori di straordinaria bravura e presenza scenica, da Ralph Fiennes a Daniel Day-Lewis, da Dustin Hoffman a Mark Rylance. Pensiamo ancora a “Jurassic Park”: un film d’avventura, un film per ragazzini, un film di dinosauri, ma con un cast che avrebbe fatto invidia al più raffinato e adulto dei film d’autore.

Il documentario di Susan Lacy dura più di due ore, da oltre trenta di girato, ma ne avremmo volute molte di più, per approfondire argomenti appena sfiorati (su tutti, la collaborazione con John Williams) o semplicemente per ascoltare Spielberg e i suoi collaboratori discutere di composizione dell’inquadratura, montaggio, fotografia e recitazione.

Davvero un buon lavoro, quello di Lacy, compilativo ma non pedante, celebrativo ma non stucchevole. Ci si diverte, si riflette sulla propria esperienza cinefila, e viene una gran voglia di rivedere “E.T.” (e “Jurassic Park”, e “Indiana Jones”, e…).

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