Home > Recensioni > Festa del Cinema di Roma 2018 — Funan

Unico film d’animazione in Selezione Ufficiale, alla Festa del Cinema di Roma 2018 è stato presentato “Funan“, una biografia storica sul regime dei Khmer rossi in Cambogia negli anni ’70, ispirazione e memoria del regista stesso Denis Do, di origine cinese e cambogiana e cresciuto in Francia.

Il film ripercorre gli eventi traumatici occorsi a Chou, madre del piccolo Sovanh, e alla sua famiglia durante la presa di potere dell’Angkar, l’organizzazione incaricata dai Khmer di instaurare una rieducazione di ispirazione comunista. Durante la loro penosa deportazione Chou viene separata da Sovanh. Da quel momento la ricerca del figlio diventa la ragione di ostinazione e resistenza di Chou e suo marito Khuon.

Una storia di dichiarata ispirazione autobiografica, dove la protagonista incarna la figura della madre del regista, che al suo esordio al lungometraggio sente subito la necessità di affrontare i dilemmi della sua memoria. Denis Do sceglie una tecnica di animazione solo apparentemente semplice per concentrare l’attenzione sugli eventi storici e le emozioni private. Se gli eventi si susseguono in forma quasi episodica e sicuramente ripetitiva, le emozioni sono esaltate alla sapienza dello storyboarding e l’illustrazione dei paesaggi, una cornice pittoresca e meravigliosa ma che porta su di sé l’onere di incarnare la paradossale prigione che quella nazione è diventata per i suoi abitanti.

La produzione beneficia delle voci originali (francesi) di Bérénice Bejo e Louis Garrel e è stata la sorprendente vincitrice dello scorso Festival d’Annecy, battendo favoriti come l’irlandese “The Breadwinner” dello studio Cartoon Saloon, il giapponese “Mirai” di Mamoru Hosoda e l’italiano “Gatta Cenerentola“.

 

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