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  • Festa del Cinema di Roma 2018 — Notti magiche

    Diretto da Paolo Virzì

    Data di uscita: 08-11-2018

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Le notti magiche del nuovo film di Paolo Virzì, in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2018 e dall’8 novembre al cinema, sono proprio quelle di “Un’estate italiana”, l’inno di Italia ’90 composto da Eugenio Bennato e Gianna Nannini.

Mentre negli stadi si giocano le partite dei mondiali di calcio, tre giovani aspiranti sceneggiatori si conoscono a Roma in occasione del Premio Solinas: Eugenia (Irene Vetere) proviene da una ricca famiglia romana, Antonino (Mauro Lamantia) è siciliano e Luciano (Giovanni Toscano) arriva da Piombino. I ragazzi non protrebbero essere più diversi, per carattere ed esperienze, ma l’impatto con la Capitale dei cinematografari è traumatico per tutti. Finché, la sera in cui l’Italia viene eliminata ai rigori dall’Argentina, un noto produttore (Giancarlo Giannini) viene trovato morto all’interno della sua automobile caduta nel Tevere. Chi è stato? E perché? Parte da qui un’indagine a ritroso negli ultimi giorni di vita della vittima, che vede coinvolti anche i nostri Antonino, Luciano e Eugenia.

A dispetto del titolo, il film di Virzì — scritto dal regista con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo — non ha nulla di banalmente nostalgico, e la febbre da mondiali resta sullo sfondo, a disegnare il contesto più ampio di quegli ultimi anni di Italia analogica, quando si scriveva ancora sulle Olivetti e i primi telefoni cellulari erano oggetti misteriosi.

Efficace anche la caratterizzazione dei tre protagonisti, che entrano in scena come figurine stereotipate ma vengono trattati senza indulgenza: ne esce il ritratto di una gioventù servile, che considera le proprie qualità (artistiche, in questo caso) solo come un mezzo per essere accettati e legittimati dalla società dei grandi. Ma se i grandi sono stati troppo idealizzati — Eugenia vive nel culto di un attore francese, Antonino dei maestri del cinema d’autore, solo Luciano è più smaliziato — delusione e disillusione sono inevitabili.

Inevitabili, sì, ma anche compresse in un percorso di crescita che dura solo pochi giorni e le rende, a livello di scrittura, un po’ programmatiche. Come se, fin dall’incipit, potessimo già immaginare la fine destinata dal trio di autori al trio di protagonisti. In mezzo, un circo di registi, produttori e soubrette, tratteggiato con gradevole umorismo ma anche una buona dose di già visto.

Paolo Virzì non perde la sua ben nota abilità nella direzione degli attori, che qui risulta però un po’ smorzata dalla pigrizia di certe scelte di casting, dall’ennesimo stronzo sarcastico incarnato da Roberto Herlitzka alla svampita Marina Rocco.

Ci restano comunque una storia che si segue con gusto, qualche risata, e il piacere cinefilo di riconoscere citazioni e riferimenti puramente (non) casuali a personaggi più o meno reali.

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Contro

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