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Festa del Cinema di Roma 2019 | Edward Norton presenta Motherless Brooklyn

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Edward Norton ritorna dietro la macchina presa quasi venti anni dopo il suo esordio alla regia (“Tentazioni d’amore”, del 2000) con “Motherless Brooklyn – I segreti di una città”, noir chandleriano tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, pellicola che inaugura ufficialmente la quattordicesima edizione della Festa Del Cinema Di Roma.

Abbiamo avuto modo di incontrare Edward Norton nel pomeriggio per una breve conferenza (la sala Petrassi doveva essere sgomberata per l’incombente incontro con Ethan Coen, di cui vi sarà fornito un resoconto). Attore problematico, con cui, si dice, sia estremamente difficile lavorare per via del suo assoluto perfezionismo, interprete di personaggi spesso mentalmente instabili, finito nel dimenticatoio da qualche anno a questa parte, prova a tornare alla ribalta con questa complessa prova d’attore e di regista.

Si ironizza sul fatto che sia, dopo tanto tempo, tornato ad interpretare il ruolo che gli riesce meglio, quello del malato mentale (il suo personaggio è affetto da sindrome di Tourette), ma Norton risponde: “In realtà non ho mai interpretato personaggi con veri e propri problemi mentali. In “Schegge di paura” il mio personaggio fingeva di essere disturbato, anche in “The Score”. Probabilmente questa è la prima volta che interpreto un personaggio davvero malato. Io, comunque, non metto mai in relazione i vari ruoli che ho interpretato nella mia carriera, ognuno è un’esperienza a sé stante. Quello che mi piace nell’interpretare questi personaggi è lo studio che c’è alla base, il prendere da tante fonti differenti per poi fonderle in una sola”

Uno degli elementi di maggior interesse della pellicola è la colonna sonora, che mescola elementi tipici del jazz degli anni ’50, periodo in cui è ambientato il film, ad elementi di musica elettronica contemporanea (c’è anche un pezzo originale cantato da Tom Yorke), il tutto curato da Daniel Pembelton. Norton ci dice in proposito: “Nella colonna sonora di questo film, ho voluto che ci fosse tutto quello che musicalmente mi affascina. Questo, ovviamente, grazie a Daniel Pembelton, uno dei compositori più interessanti al momento in attività. Il nostro obbiettivo era quello di spingere i musicisti a fare qualcosa che di solito non fanno. Ad esempio, in una scena, il bellissimo tema principale scritto da Daniel, è stato manipolato elettronicamente e rimandato al contrario per creare un effetto straniante, che è un approccio che di solito utilizza Tom Yorke nella sua musica”.

Immancabile, poi, il riferimento alla notizia degli ultimi giorni che vedrebbe Edward Norton in aperta polemica con Steven Spielberg, riguardo alle sue affermazioni su Netflix e sul fatto che stia uccidendo il cinema in sala. “Questa cosa mi irrita” confessa Norton, “questa dichiarazione è stata estrapolata da una conversazione del tutto privata, e non aveva alcun intento polemico. Quello che ho detto è che tutti, nella vita, abbiamo avuto cattive esperienze in sala, magari perché il film era proiettato male, l’audio non era dei migliori … Ma per me l’esperienza della sala è ancora fondamentale, e non voglio entrare in polemica con Spielberg, che per me è un mito ed un mentore, era solo una conversazione scherzosa tra amici. Certo, non credo che Netflix stia uccidendo il cinema in sala. Prima di Netflix dicevano lo stesso della televisione, eppure non è successo”.

Quello dell’adattamento del romanzo di Jonathan Lethem era un progetto su cui Norton girava attorno da molto tempo. Il romanzo di partenza è stato stravolto, aggiungendo nuovi personaggi ed elementi di trama. Norton racconta che: “Il lavoro di adattamento è stato fatto sotto la costante supervisione di Lethem, che ha collaborato a tutte le fasi di sceneggiatura, ed era entusiasta del progetto. Credevo che il suo approccio fosse più “letterario”, invece Jonathan è un vero appassionato di cinema, ed è stato quindi molto facile collaborare con lui. Il romanzo di partenza è il ritratto di un personaggio, con lui siamo riusciti ad estenderlo ed a dargli un plot vero e proprio”.

Nel film si parla di Potere, di quanto si sia disposti a prevaricare il prossimo per ottenerlo. A rappresentazione di ciò, il tycoon interpretato da Alec Baldwin, che ha più di un punto in comune con l’attuale presidente americano. Norton, sogghignando: “Se ci avete visto questa cosa, vuol dire che è così … Ci possono essere elementi che si possono ricollegare all’attuale situazione americana, ma la questione del potere è senza tempo, c’è sempre stato qualcuno che ha cercato di accentrare nelle proprie mani tutto il potere a discapito della maggior parte delle persone”.

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