Home > In Evidenza > Festa del Cinema di Roma 2019 | Military Wives
  • Festa del Cinema di Roma 2019 | Military Wives

    Diretto da Peter Cattaneo

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:
    Vota anche tu

Correlati

Nel 1997 il regista inglese Peter Cattaneo ebbe uno straordinario successo con “Full Monty”, la commedia sul gruppo di disoccupati che nella Sheffield degli anni 90 si reinventano come spogliarellisti.

A quel film sono seguiti altri (pochi) lungometraggi e un decennio di lavoro per la televisione; oggi Cattaneo torna sul grande schermo con una nuova commedia drammatica, “Military Wives“, che dopo il passaggio al Festival di Toronto è in programma alla Festa del Cinema di Roma 2019.

“Military Wives” si ispira a una vicenda reale, quella dei cori musicali formati dalle mogli dei soldati inglesi nei lunghi mesi che vedono i loro mariti impegnati in missioni all’estero. La storia del film è ambientata negli anni dell’intervento militare in Afghanistan e ha come protagoniste due donne, Kate (Kristin Scott Thomas) e Lisa (Sharon Horgan), molto diverse ma anche emotivamente più vicine di quanto loro stesse vogliano credere. Il coro che Kate e Lisa mettono insieme, non senza rivalità e incomprensioni, nasce quasi per caso, ma riuscirà a guadagnare in breve tempo una grande popolarità.

Peter Cattaneo e le sceneggiatrici, Rachel Tunnard e Rosanne Flynn, sono abili a giocare col meccanismo collaudato della commedia inglese, tra risate, lacrime e ottime prove da parte di tutto il cast. Quello che manca, in “Military Wives”, è una visione del contesto più ampia, che non si limiti a darlo per scontato ma sappia guardarlo con occhio critico.

Anche mettendo da parte ogni considerazione politica sul coinvolgimento britannico nella missione militare in Afghanistan, su cui peraltro Cattaneo preferisce non fare commenti (qui il resoconto della conferenza stampa), ciò che agli occhi di uno spettatore sembra surreale, se non proprio inaccettabile, è l’organizzazione stessa della base militare in cui il film si svolge: un blocco di case di bambola dove le donne vivono senza un ruolo sociale che non sia quello di moglie, abbandonate alla loro angoscia e a crescenti disagi psicologici. Cattaneo, a cui abbiamo avuto l’opportunità di porre un paio di domande, spiega che, anche se il film sorvola su questo aspetto, molte delle vere military wives hanno in realtà un lavoro.

Tuttavia, dalla visione emerge un ritratto desolante di donne che non hanno letteralmente niente da fare per tutto il giorno, e sono i dialoghi stessi (in particolare i battibecchi tra Lisa e la figlia, e la litigata finale tra Kate e Lisa) a confermare questa impressione. Il film sdrammatizza, certo, ma non mette mai in discussione un modello di vita drammaticamente anacronistico.

Resta il gusto di una commedia realizzata con buon mestiere, le cui asperità vengono smorzate da un finale consolatorio e doverosamente celebrativo nei confronti delle wives coriste.

 

Pro

Contro

Scroll To Top