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Festa della Musica: Solstizio d’estate

Il 21 giorni, e in molte città nei due giorni seguenti, torna anche quest’anno la Festa Della Musica, evento annuale di cultura e spettacolo che coinvolge ormai l’intera Europa.
Ne ha fatta di strada da quando, nel 1982, iniziò a muovere i primi passi su suolo francese, per poi contagiare in Italia, prima Roma e Napoli e poi a seguire tutte le altre città fino ad arrivare quasi a 60 comuni coinvolti quest’anno.

L’evento, organizzato ogni anno dall’Associazione Italiana Per La Promozione Della Festa Della Musica, vede quest’anno per la prima volta affiancarsi Filca Cisl e Fai Cisl come partner nel’organizzazione.
Alla conferenza Domenico Pesenti, Segretario Generale Filca Cisl, e Augusto Cianfoni, Segr. Generale Fai, hanno spiegato la ragione alla base della loro partecipazione: avvicinare i giovani al sindacato e far capire loro che un sindacato è più che un organismo che contratta le condizioni di lavoro.

Abbiamo parlato di alcuni aspetti dell’evento con Marco Staccioli, Presidente dell’AIPFM.

Come nasce l’accordo con Filca Cisl e Fai Cisl?
Noi per tanti anni ci siamo battuti per trovare un interlocutore che poteva darci credito su questo evento, chi produce eventi è ovvio che come prima cosa dialoghi con le amministrazioni comunali, però negli ultimi 18 anni i budget dei comuni sono andati assottigliandosi sempre di più. Parlando col sindacato loro hanno espresso la volontà di incontrare i giovani, cosa che hanno l’occasione di fare anche col concerto del Primo Maggio, però è diverso: lì i giovani guardano la festa, mentre all’interno della Festa Della Musica i giovani hanno la possibilità di esibirsi. Inoltre la musica è anche un’attività lavorativa, quindi…

Non teme che la politicizzazione dell’evento?
No assolutamente! Un concerto è un concerto e io sono molto attento che non diventi un dibattito politico, ma che l’incontro coi giovani sia pratico facendo capire loro il ruolo del sindacato oggi. Il sindacato non è solo sinonimo di sciopero, vogliamo far comprendere la tutela che il sindacato offre al lavoratore. Anche nel nostro ambito, gli incidenti sui palchi accaduti di recente sono lo specchio quanto la sicurezza venga rispettata. Anche nello spettacolo esistono queste problematiche.

Come vi confrontate con l’estero?
La Festa della Musica dà la possibilità di scambi internazionali perché i gruppi italiani possono suonare all’estero e viceversa grazie al sistema di gemellaggio delle città, che in genere siamo abituati a vedere solo nei cartelli stradali quando arriviamo in un paesino. Noi lo stiamo rendendo reale: questa città è gemellata con una cittadina in Francia, Lussemburgo, Spagna? Cerchiamo di fare uno scambio artistico. Dal punto di vista organizzativo ci sono paesi come la Francia dove la musica è il conservatorio che è di tutti, qui lo frequentano solo determinate categorie ed è molto vicino alla scuola privata. Noi vogliamo dare soprattutto la possibilità di essere conosciuti. Ad esempio gli Almamegretta che a Napoli hanno avuto un successo incredibile, hanno avuto la prima occasione di esibirsi all’estero grazie a noi.

E il pubblico come risponde?

Il pubblico è incredibile, non avendo grandi risorse economiche a disposizione, non riusciamo a fare delle campagne promozionali, ma c’è quello che noi chiamiamo l’effetto “flauto magico”: la città si accende e la gente accorre incuriosita. A Senigallia ho visto i Tambour Du Bronx, gruppo molto rumoroso, e degli anziani affascinati dallo spettacolo ritmico inconsueto. La Festa della Musica ha la prerogativa di essere un mix naturale in cui i generi musicali si alternano ed è difficile che chi viene assiste a un concerto solo, e alle volte ti scopri amante di un gruppo appartenente a un genere musicale che hai sempre pensato di odiare.

Per conoscere gli aventi nella tua città visita il sito della Festa Della Musica.

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