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Festival del Cinema di Roma 2012: La presentazione

Svelata oggi, nella sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma, la settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, prima con la direzione artistica di Müller, in programma dal 9 al 17 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

«Quest’edizione si ripropone di riscoprire i luoghi di Roma e celebrare la città della Dolce vita», non solo film all’Auditorium quindi, «vogliamo il nostro pubblico in giro per Roma», dice un Müller a suo dire molto contento di essere tornato a Roma.

Grande enfasi su CinemaXXI (ex sezione Extra) che, nella splendida sede del museo MaXXI si occuperà di mostrare le nuove tendenze del cinema mondiale: «XXI sta per XXI secolo, ma anche per xxl, per un cinema più grande, che si espanda attraverso le arti, lasciandosi contaminare da molteplici influenze artistiche».
La sostanziale novità di questa settima edizione è l’assenza di grandi titoli, l’assenza di grandi nomi, per un festival che ha deciso di puntare molto sulle opere prime e seconde; «In quattro mesi e mezzo è già un miracolo essere qui» dice Müller, che sembra mettere le mani avanti facendoci dubitare che dietro tanti esordi e poche star si nasconda una necessità “che fa virtù”, come si suol dire, ma rassicurandoci subito con la sicura presenza di Sylvester Stallone.

Tra i 13 nomi in concorso ci sono infatti “A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III” opera seconda di Roman Coppola, figlio e fratello di, con Charlie Sheen e Bill Murray, le nuove pellicole di Takashi Miike, “Lesson of Evil”, e del provocatorio Larry Clark, “Marfa Gils” e “Ixjana”, opera seconda di Jòzef e Michal Skolimowski, anche loro figli di; altri nomi in concorso: il messicano Enrique Rivero, l’ucraina Kira Muratova, il russo Fedorchenko; per l’Italia tre le pellicole in concorso: “Alì ha gli occhi azzurri”, opera seconda di Claudio Giovannesi, “E la chiamano estate” di Paolo Franchi, con Luca Argentero, Isabella Ferrari e Filippo Nigro e “Il Volto di un’altra”, nuova pellicola di Pappi Corsicato con Laura Chiatti e Alessandro Preziosi.

Fuori concorso vedremo, tra gli altri, il nuovo film di Marijane Satrapi, “La bande de Jotas”, la pellicola francese di Michele Placido, “Le Guetteur”, con Daniel Auteuil e Mathieu Kassovitz e l’ultima parte della “Twilight Saga”, pur senza la presenza dei giovani protagonisti sul red carpet romano.

Nella platea ci si chiede se questa assenza di Hollywood, ma anche di acclamati autori, non rischi di far diventare questo settimo festival “una cittadella autoriale” ed è lì che Muller tira fuori una carta che teneva gelosamente custodita nella manica per mettere a tacere chiunque avesse osato polemizzare sull’assenza del tipico scintillio cui Roma, seppur con titoli di scarso interesse, ci aveva abituato: Quentin Tarantino.
«Non posso anticiparvi niente, a tempo debito saprete tutto, ma state pur certi che Django calcherà le assi del palco dell’Auditorium».

Conferenza non a secco di polemiche sulla scelta dei titoli in concorso e sui recenti scandali della regione Lazio cui Mr Müller, conscio delle tensioni di stampo politico che anticiparono e seguirono la sua nomina, evita di rispondere frontalmente ribadendo che la sua posizione non è stata certo decisa «per via di un’etichetta politica attaccata dietro la schiena».

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