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Festival del Film di Roma 2010: Il programma

Il prossimo Festival di Roma, presieduto dal Premio Oscar Giuseppe Tornatore, partirà ufficialmente il 28 ottobre per concludersi il 5 novembre. Lo hanno annunciato il presidente Gian Luigi Rondi e il direttore artistico Piera Detassis. Poco affollato quest’anno il red carpet: a livello internazionale ci si è assicurati interpreti intense quanto affascinanti come Keira Knightley, Eva Mendes, e le europee Ludivine Sagnier e Kristin Scott Thomas, interpreti insieme del film “Crime d’Amour” di Alain Corneau presentato fuori concorso. Da casa nostra giunge l’ormai giustamente onnipresente Toni Servillo che in questi ultimi anni potrebbe quasi dichiararsi, da solo, mezzo salvatore del cinema del Belpaese.

Madrina del Festival (ma non presente fisicamente), Nicole Kidman, protagonista però di uno dei film in concorso: “Rabbit Hole” di John Cameron Mitchell, in cui interpreta la storia altamente drammatica di una madre di fronte al lutto più grande, la perdita del figlio.

Non molti i grandi nomi anche per quanto riguarda gli autori: John Landis, Susanne Bier, Hideo Nakata, ma la kermesse si aggiudica comunque una portata prelibatissima, l’episodio pilota del nuovo serial della HBO, “Boardwalk Empire“, un quasi film (settanta minuti) diretto da Martin Scorsese. Il regista italoamericano non potrà però partecipare personalmente: si collegherà al Festival in videoconferenza dal set del suo nuovo film in preparazione.

Come per le passate edizioni si punterà sugli autori giovani ed emergenti, molte le opere prime e seconde, anche italiane, accomunate in particolare dal fatto di essere recitate quasi tutte (tre su quattro) in lingua straniera, segno di un cinema che vuole espandere i propri confini e che nasce già pensando a un bacino più largo. Questi i titoli: “Gangor” di Italo Spinelli, “Una Vita Tranquilla” di Claudio Cupellini interpretato proprio da Servillo nel ruolo di un emigrato in Germania, segno di un cinema che ricorda alcuni splendidi spaccati della nostra storia anche cinefila, ancora “Io Sono Con Te” di Guido Chiesa. Per gli e soprattutto le adolescenti invece il colpo gobbo è rappresentato dall’anteprima mondiale di “WINX 3D Magica Avventura” di Iginio Straffi, presentato nella sezione Alice nella città.

Piera Detassis non scontenta neanche i fan del teen-vampire oggi tanto di moda. Infatti sarà presentato in anteprima “Let Me In” remake americano del grande successo svedese “Lasciami Entrare” sul rapporto tra un’adolescente vampira secolare e un suo “coetaneo” umano. Per i più grandi invece l’attesa è per “The Social Network“, nuovo attesissimo film di David Fincher, un thriller che coinvolge la rete e Facebook in particolare. Un instant thriller, potremmo definirlo.

Non mancheranno, come sempre, gli omaggi alla storia del nostro cinema: prevista una retrospettiva dei migliori film di Ugo Tognazzi, a vent’anni dalla scomparsa e un premio alla memoria per Suso Cecchi D’Amico, la proiezione della copia restaurata de “La Dolce Vita”, che compie cinquant’anni e infine una retrospettiva “straniera” per Kurosawa, con la proiezione di “Rashomon”.

Per la retrospettiva Per corso, percorso il curatore Mario Sesti ha scelto una serie di interessanti documentari, tra i quali spiccano “The People Vs George Lucas” e “The Promise” sul rocker Bruce Springsteen. Mentre per gli incontri con gli artisti, attesissimo appuntamento del Festival, quest’anno si assisteranno ai duetti tra Margherita Buy e Silvio Orlando e tra Giancarlo De Cataldo e Gabriele Salvatores, e lezioni di cinema da parte di John Landis e Alexandre Rockwell, che presenteranno anche le loro due ultime fatiche: rispettivamente, “Burke And Hare” per il primo e “Small Is Dead” per il secondo.

Sempre Sesti darà vita alla sezione L’altro Cinema–Extra, che torna dopo le proteste scatenate sette mesi fa dalla decisione del Cda di ridurre i costi. “Per fortuna è tutto rientrato”, dice il critico e curatore, quest’anno tra gli organizzatori effettivi del Festival, e illustra le linee guida di quest’anno: “due fantasmi: l’indipendenza del cinema americano e della sessualità femminile”. Su quest’ultimo argomento si incentrano il documentario “Yoyochu In the Land Of The Rising Sex” che unisce Oriente e ricerca del piacere della donna, il coreano “My Heart Beats”, in cui una ricercatrice universitaria decide di diventare un’attrice di film hard, “Woodmans” sulla fotografa Francesca Woodman, e ancora film sulla prostituzione e sulla libertà sessuale della donna. Temi forti, affrontati a tutte le latitudini, sia geografiche che estetiche. Il più curioso, forse, e vagamente cronenberghiano è il francese “Le Sentiment De La Chair” di Roberto Garzelli, che racconta un’attrazione dal sapore cronenbergiano tra un radiologo e una donna affascinati dal corpo umano e dai suoi organi interni.

Qui è scaricabile il programma completo.

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